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IDV Adria: proposte piano socio salitario


Mancano un paio di settimane prima che il nuovo Piano socio-sanitario venga discusso in Consiglio Regionale. Le date concordate, nella conferenza dei capigruppo, sono 12, 13, 14, 15 giugno.

Italia dei Valori di Adria presenterà alcune proposte che verranno, in questi giorni,  illustrate al consigliere regionale di IDV Antonino Pipitone. Le proposte riguarderanno la riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera veneta riferita alla provincia di Rovigo partendo dal presupposto che il diritto alla salute è un diritto universale e  che deve essere  accessibile a tutti i cittadini per il quale vale la pena  di spendere ed investire meglio le risorse economiche a disposizione.

Crediamo  che  il piano sociosanitario sia  il ‘manuale’ per far funzionare meglio la sanità in tutta la regione e richieda un approccio funzionale e lungimirante, e crediamo anche che il Piano debba tener conto della realtà esistente, delle peculiarità territoriali, degli enormi investimenti già fatti negli ospedali locali e  soprattutto dei reparti di eccellenza presenti nelle strutture ospedaliere della provincia di Rovigo.

Riteniamo pertanto che il piano socio sanitario così come concepito e licenziato dalla V commissione regionale sanità non abbia tenuto conto delle dotazioni e degli investimenti già attuati nelle strutture ospedaliere, rendendoli antieconomici e mettendo a rischio il mantenimento dei servizi ospedalieri esistenti.  Le conseguenze più disastrose graverebbero sui cittadini polesani colpevoli solamente di vivere in un territorio esteso, a bassa densità di popolazione.

Si propone che le schede ospedaliere, che devono essere predisposte e che accompagnano il Piano sociosanitario, garantiscano, per la provincia di Rovigo, il mantenimento dei servizi offerti,  intervenendo nell’attuale offerta di prestazioni sanitarie per eliminare i doppioni, sostituendoli con prestazioni al momento assenti nel territorio. In ogni caso non si possono accettare  riduzione dei posti letto e del tasso di ospedalizzazione senza il potenziamento delle strutture extraospedaliere (Ospedali di comunità, UTAP(struttura territoriale costituita dall’associazione di più medici di famiglia che operano in una sede unica per garantire maggiore continuità nell’assistenza), strutture intermedie, RSA(residenza assistenziale sanitaria), Case di riposo).

Per quanto riguarda l’Ospedale di Adria riteniamo che andrebbe caratterizzato come “ospedale per acuti”, considerando che la vastità del territorio della provincia di Rovigo si concentra proprio nel basso polesine. Andrebbero potenziati i servizi d’ emergenza (pronto soccorso, rianimazione, cardiologia), dopo aver provveduto a riequilibrare i servizi, pubblico-privato, attualmente presenti nell’ ULSS 19. Vi è infatti una vistosa anomalia in questo territorio: solo il  66-67% dei posti letto sono nelle strutture pubbliche, mentre il 33-34% di posti-letto ospedalieri sono nelle strutture private, mentre nel resto della regione Veneto il rapporto è 6% (posti letto nel privato) e 94% (posti letto nel pubblico).

Nel basso polesine, nello spazio di meno di 15 Km, è antieconomico  mantenere l’attuale duplicazione di molti servizi: 2 pronto soccorso, 2 cardiologie, 2 ortopedie, 2 reparti di medicina, 2 di riabilitazione e altro ancora. Col risultato, come ha osservato la corte dei conti, di una sovraofferta di prestazioni che aumentano costosità e inappropriatezza del sistema sanitario. L’ ospedale di Adria è già predisposto per diventare l’ unico ospedale per acuti del basso-polesine, visti i corposi investimenti di questi ultimi anni: nuove sale operatorie, rianimazione, nido, psichiatria, palazzina dei servizi (quest’ ultima in corso di ultimazione), per un ammontare di diversi milioni di euro, di soldi pubblici spesi. In ultima analisi bisogna eliminare la spesa improduttiva per poter finanziare i servizi carenti a livello territoriale.

Nel 2010 il Direttore generale Marcolongo dell’ ulss 18 stimò che vi era una spesa evitabile, verso il privato, di ca. 15 mln €/anno, su un totale di 41 mln €, spesi. In pratica, prestazioni sanitarie producibili dal pubblico, ma che continuavano ad essere acquistati dal privato convenzionato. Nonostante questa denuncia così chiara perché non se ne fece nulla?

Anche nella nostra ULSS bisognerebbe adottare una sorta di spending-review. Dopo attenta analisi sulla dinamica della spesa, intesa come acquisto di prestazioni sanitarie  dal privato convenzionato, è necessario chiedersi cosa è veramente necessario acquistare e cosa è superfluo, inappropriato e improduttivo. Si potrebbero così recuperare risorse per finanziare i tanto decantati e necessari servizi sul territorio. A causa di questa infinita crisi economica, i finanziamenti dello stato verso le regioni (Fondo Sanitario Nazionale), diminuiranno già quest’anno ed ulteriormente, nel prossimo biennio 2013-2014, il fondo diminuirà per una cifra pari a 7 mld €.  Uno scenario potenzialmente catastrofico.

A livello regionale, ma soprattutto a livello locale, bisogna abituarsi ad una gestione oculata delle poche risorse disponibili. Sono tempi in cui non si può e non si deve sbagliare. Sono tempi in cui non si può e non si deve regalare niente a nessuno. I soldi pubblici saranno sempre meno e quindi più preziosi. In altre parole: il risparmio e la buona gestione debbono essere la nostra guida per assicurare i servizi sanitari essenziali ai cittadini.

1 commento a “IDV Adria: proposte piano socio salitario”

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  1. Andrea P. il 01 giu 2012 alle 21:12 ha detto:

    Il 30 3 il 31 maggio la parrocchia di carbonara ha incontrato prima la minoranza e poi la maggioranza per parlare delle cose realizzate ad un anno dalla legislatura.
    Le serate sono state molto interessanti perchè si vedeva chiaramente la distanza fra l’attuale politica e le problematiche vere che aggravano ogni giorno su noi cittadini.
    Peccato per la bassa partecipazione molto probabilmente Adria e sopratutto gli Adriesi hanno quel che si meritano; perchè non vogliono destarsi dal torpore e essere più partecipi a questi eventi che riguardano il loro futuro.
    Molto probabilmente non hanno ancora capito cosa rischiano per il loro futuro e quello dei loro figli o nipoti.
    Peccato anche che non c’è nessun accenno in questo blog delle serate.


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