Libia… a ognuno il suo spazio
sabato, 26 marzo 2011
[di Fabio Panetto]
Chi è convinto che nel 2012 ci sarà la fine del mondo probabilmente non ha torto. Ma non sarà per effetto di disastri naturali, non sarà la natura a scatenarsi contro la deforestazione o il surriscaldamento.
Saranno le emergenze umanitarie a sconvolgere il nostro pianeta.
Migliaia o addirittura milioni di esseri umani metteranno in ginocchio le economie dei paesi vicini senza che nessuno abbia il coraggio di fare alcunché.
Si, perché qualunque decisione venga presa da un Governo sarà sistematicamente sbagliata per l’una o per l’altra parte e allora meglio attendere il susseguirsi dei fatti ed operare sempre e solamente nell’emergenza.
La Libia e le rivolte nel nord Africa saranno solo una delle emergenze ma non l’ultima.
Orde di disperati premeranno sulle coste per spostarsi verso lidi inizialmente più democratici ma che, per ovvi, motivi non lo saranno più, diffondendo a breve il virus dell’intolleranza (vedi popolazione di Lampedusa).
Ogni stato ha il suo fragile equilibrio interno che sarà messo a dura prova dall’aumento indiscriminato di persone che con la nostra terra, la nostra cultura e la nostra religione non hanno nulla a che fare.
La Libia ha una superficie di 1.750.000 kilometri quadrati e una densità abitativa di 4 abitanti per km quadrato concentrati prevalentemente sulle coste. Ha (aveva) un reddito pro capite di 14.200 $ per abitante e due regioni principali la Tripolitania e la Cirenaica.
Ora la Libia è divisa tra abitanti pro Gheddafi e contro il rais. Comunque vada questa guerra civile, sia che vincano gli uni che gli altri, ci sarà una guerra fratricida interna che sfocerà della ricerca e distruzione del nemico dell’altra fazione politica.
Ci saranno omicidi, stupri, gole tagliate. In qualche città spunteranno gli integralisti islamici che imporranno la legge coranica costringendo migliaia di persone al regredimento civile e culturale. Le donne saranno ridotte in schiavitù succubi del potere del despota maschile.
Ci saranno carcerazioni ideologiche e decapitazioni misericordiose. Il sangue di migliaia di esseri umani colorerà di rosso una terra che dista 2 passi, anzi due bracciate, dall’Italia e per molte persone che quotidianamente guardano la nostra televisione e conoscono a menadito il nostro ordinamento giuridico, la nostra Nazione, sarà l’unica via di scampo. Non la Grecia, non la Turchia, ma L’Italia.
Vi è la possibilità di risolvere provvisoriamente l’emergenza umanitaria dividendo la Libia nelle due regioni principali dove la popolazione di una fazione o di un’altra potranno scegliere se aderire ad una politica libera o monarchica. E’ vero che si dividerà la popolazione in guelfi e ghibellini, in bianchi e neri, in destra e sinistra, ma almeno avremo scongiurato un esodo biblico, salvando la nostra Nazione da un’invasione di disperati.
Due anime contrapposte non possono convivere serenamente e democraticamente e di questo dobbiamo prenderne atto, ma se ognuno avrà il suo spazio…
1 commento a “Libia… a ognuno il suo spazio”
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Questo vuol dire che andremo noi nei loro paesi.- !!!