Cattedrale: LA CHIESA IN TERRASANTA: LIEVITO NECESSARIO PER COSTRUIRE LA PACE
martedì, 30 novembre 2010
inviato da: Francesco Doati
di Aldo Rondina
ADRIA – CATTEDRALE
INTERESSANTE CONFERENZA AL TEATRO “FERRINI”
LA CHIESA IN TERRASANTA: LIEVITO NECESSARIO PER COSTRUIRE LA PACE
Al Teatro “Ferrini” di Adria, si è svolta sabato scorso 27 novembre, l’attesa conferenza di Padre Afif Makhoul sulla situazione dei cristiani in Terrasanta. Il sacerdote cattolico di rito Siro Maronita, che parla correttamente varie lingue tra cui l’italiano e l’arabo, e conosce a fondo i problemi dei popoli che vivono nella terra di Gesù, ha precisato fin dall’inizio del suo intervento che, il più delle volte, le notizie trasmesse dai mass media tradiscono la visione oggettiva dei fatti nascondendo la cruda realtà. Di certo la situazione è drammatica sotto molteplici aspetti e la pace è in serio pericolo.
Ma questo dipende dall’indole dell’uomo. La Bibbia richiama i due aspetti fondamentali insiti nella specie umana: quello terrificante di Caino e quello mite e conciliante di Abele. In Israele queste due condizioni si scontrano nello stesso modo con cui si scontrano in altri luoghi geografici del Mondo. E’ la lettura poco corretta dei fatti a far uscire all’esterno una immagine distorta. Israele oggi conta una popolazione di circa 7milioni e 500mila abitanti su un territorio di 25mila chilometri quadrati dove convivono ebrei (70%), arabi (20%) e cristiani (2%). L’enorme divario è dovuto al differente tasso di natalità registrato all’interno dei gruppi, destinato ad ampliarsi ancor più nel tempo. Attualmente le percentuali in questo campo sono attestate su: 2,8% per i musulmani; 1,2% per i cristiani e 1,8% per gli ebrei. I cristiani poi non sono uniti. In tutto il Medio Oriente sono suddivisi in 20 diverse famiglie religiose, dirette ciascuna da un proprio patriarca. Tutto ciò rende più difficile il dialogo, ma a questo ha pensato la Provvidenza. In tutte le Chiese orientali, ancorchè limitate nel numero dei fedeli, c’è la consapevolezza di un unico legame con l’insegnamento di Gesù racchiuso nel Vangelo. Questo è il vero lievito che traspare anche nei risultati del recente Sinodo celebrato dalle Chiese cristiane d’Oriente. I cristiani sono pochi, ma la loro presenza è essenziale per la pace in Medio Oriente e nello Stato d’Israele in particolare dove tutte le Chiese sono animate dalla speranza. La speranza di una pace giusta che presuppone il perdono vicendevole. Se manca il perdono – ha affermato Padre Afif – la pace sarà difficilmente raggiungibile. Per questo è necessario costruire ponti al posto dei muri. Il muro progettato per una lunghezza di 672 chilometri, costruito per dividere uno Stato da un Popolo, è una vergogna, specialmente nei luoghi dove Cristo è venuto a portare il comandamento dell’amore.
Rispondendo ai vari quesiti suscitati dalla sua esposizione, Padre Afif ha avuto modo di entrare con maggiori dettagli nel vivo delle questioni legate alla convivenza religiosa in Terrasanta. A partire dai compiti svolti dalle comunità operanti all’interno dei Luoghi Santi, le cui regole fissate dal sultano risalgono al 1842, per giungere alla sicurezza personale garantita ai pellegrini dopo la seconda “intifada”. L’incontro, al quale hanno aderito con parole appropriate l’Arciprete della Cattedrale mons. Mario Furini e mons. Guido Borin, responsabile dell’Ufficio diocesano pellegrinaggi, si è concluso con la consegna all’ospite di una offerta raccolta tra i presenti, destinata al “CARITAS BABY HOSPITAL”, unico Ospedale Pediatrico operante in Palestina.
(Aldo Rondina)







