La Gelmini vuole l’ora di nucleare a scuola
venerdì, 26 febbraio 2010
[di Antonio Rispoli]
Noncurante di tutti i problemi che attanagliano la scuola, il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini ritiene che il problema in realtà sia un altro: non sono informati sul nucleare. “Bisogna fare una corretta informazione sui rischi (del nucleare, ndr), che sono davvero limitati. Riteniamo che il nucleare debba entrare a pieno titolo anche nelle conoscenze dei ragazzi“, ha detto il ministro; e poi ha aggiunto: “Insieme al ministro della Salute Fazio stiamo costituendo un tavolo con esperti di medicina, con il coinvolgimento degli enti di ricerca competenti, per offrire al Paese conoscenze approfondite su un tema propedeutico a scelte politiche“. Perchè il problema è che i ragazzi non sono informati, non il fatto che noi abbiamo ancora le scorie delle centrali nucleari chiuse negli anni ’70 e ’80.
Nel frattempo si è creato un corto circuito per quanto riguarda i neoneti licei musicali. Infatti dovevano partire almeno 40 sezioni dei licei musicali e 10 dei licei coreutici; in realtà, a causa dei profondi tagli di bilancio, forse ne partiranno 10 musicali ed uno coreutico. E per molti sarà difficile entrare, dato che non ce n’è neanche uno per regione
6 commenti a “La Gelmini vuole l’ora di nucleare a scuola”
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Sono perfettamente d’accordo con la Gelmini, bisogna dare una CORRETTA informazione ai ragazzi sul nucleare, cause ed effetti: ma con dati veritieri altrimenti l’informazione non è più CORRETTA.
I tagli fatti sono una grossa preoccupazione, soprattutto per la qualità dell’insegnamento.
Ma se il governo non si decide a far quadrare i conti, recuperando soldi dall’evasione, e investendo in qualcosa che porti denaro alle casse dello stato: sarà molto dura uscirne.
A meno che il governo, non voglia privatizzare anche tutte le scuole, levandole di fatto dal bilancio dell’erario.
Il problema è che quando il processo di formazione e informazione viene auspicato da un ministro che sappiamo da che parte sta…
Egregio Gerardo Biasioli,
Io credo che sia quanto mai opportuno che nella scuola ed in maniera seria ed organizzata si faccia informazione sui temi energetici e non solo sul nucleare.
Dico: non solo sul nucleare (quindi su TUTTE le Fonti di Energia) perchè è chiaramente un errore continuare a dibattere di una sola fonte e, spesso, erroneamente contrapporla ad un’altra (es. FER), soprattutto quando non c’è reale possibile confronto, sia in termini di quantità che di efficacia.
Mi sembra quindi una “scivolata” il suo ultimo commento, che suonerebbe come un … “pregiudizio” appunto aprioristico.
Dico questo perchè bisognerebbe anche domandarsi cosa di fatto avviene – da sempre – nella scuola quando si parla di questi temi: energia ed ambiente e cosa la stragrande maggioranza dei docenti dice (insegna), dove il tutto è spesso lasciato alle intime personali convinzioni (a volte di “tendenza”) dei singoli, magari ottimi docenti di lingua italiana, di matematica, di geografia o storia, ecc. ecc.
Che in un Paese notoriamente privo di risorse (materie prime), che ha la maggiore dipendenza in Ue dall’importazione di fonti energetiche, che paga – notoriamente – l’elettricità sensibilmente più cara d’Europa – elettricità che è un fattore fondamentale per qualsiasi processo produttivo e quindi fattore di competitività globale (e quindi occupazione di massa) sui mercati mondiali -, che ha il “Mix delle Fonti” più asimmetrico e sbilanciato tra tutti i Paesi più ricchi e sviluppati del Pianeta, ecc. ecc., mi sembrerebbe addirittura UN OBBLIGO che nelle scuole – di tutti gli ordini e gradi – si facesse educazione, formazione ed informazione su questi temi e per farlo ci sono fior fiore di seri e preparati professionisti oltre che di docenti universitari che sono in grado di non seguire ideologismi e suggestioni che, ahinoi, ben conosciamo e che negli ultimi 20 anni hanno ubriacato l’opinione pubblica di questo nostro meraviglioso Paese.
Con quale risultato ed obiettivo?
Di penalizzarci gravemente rispetto ai nostri diretti concorrenti (vedi applicazione Protocollo di Kyoto e livelli di emissione concessi ai vari Paesi), di tenerci in una condizione di rischio strategico elevatissimo, di impedire una sana ed opportuna competizione – ad “armi” pari – che vuol dire occupazione, benessere, sviluppo, opportunità, ecc. ecc.
E questo nel Paese che, grazie alle precoci inziative delle varie industrie energivore nazionali, consuma meno energia a parità di prodotto realizzato (cemento, carta, vetro, metalli, ecc.), dove consumiamo meno energia procapite e questo a partire già dagli anni ’70 e poi dagli anni ’90, ecc. rispetto a tutti in Europa (salvo la Francia che produce, appunto, il 79% di elettricità dal nucleare – una parte significativa anche per noi che, per alcuni “mistificatori” – avremmo detto no al nucleare !).
Visto che la Gelmini è il MINISTRO della Pubblica Istruzione, mi pare che sia doveroso da parte sua sollevare questo tema (così tanto speculato, soprattutto dai politicanti, digiuni in buona parte della materia, nonchè dagli opportunisti che straparlano e confrontano cose impossibili da mettere sullo stesso piano, giusto per apparire …. “buoni”).
Chi non dovesse condividere questa necessità collettiva, ha certo interessi strani ed incoffessabili da difendere.
Non le pare ?
Con viva cordialità.
Rinaldo Sorgenti
Se andiamo avanti così, caro andrea p., finirà proprio come dici tu. Nel silenzio più totale la scuola pubblica è, di fatto, in ginocchio!
Egregio Sig. Sorgenti, il mio “pregiudizio” si basa sul fatto che…come mai solo in questo momento si sente la necessità di informare e conformare i nostri giovani sul nucleare? Forse perché la maggioranza di governo ha deciso che volenti o no queste benedette centrali devono farsi a tutti i costi?
Concordo, invece, con lei quando afferma che andrebbe fatta informazione su tutte le fonti di energia.
Gentile Sig. Biasioli,
La decisione di fare informazione – corretta – sul nucleare (e non solo) nasce da tutti gli atti collegati che il Governo ha avviato sin dall’inizio della legislatura, Maggio 2008, quando ha chiaramente affermato la necessità che anche l’Italia ritorni alla diretta produzione di elettricità da Nucleare e non solo quale “puro consumatore”, perchè NON ha mai smesso di utilizzarla, anche dopo Chernobyl ed il referendum del 1987.
In tutto questo tempo – 23 anni – si è fatto solo disinformazione e demonizzazione sul Nucleare (e non solo, perchè evidentemente qualcuno ha avuto ed ancora ha particolari interessi nel Gas – che come sappiamo bene …”ti da una mano”…ed è molto generoso …?), ben guardandosi dal veramente DISMETTERNE l’utilizzo.
Io ho sempre definito questo comportamento: una sorta di …”ricettazione”, dato che per NECESSITA’ si è continuato a fare ampio ricorso all’utilizzo dell’elettricità dal Nucleare d’importazione d’Oltralpe ed a casa nostra si è fatto finta di averlo cancellato, con costi per la collettività enormi e quotidianamente pagati nella Bolletta elettrica di tutti i consumatori.
E’ ora che anche l’Italia (che fa parte del G8) si allinei al pragmatismo ed alla saggezza di tutti i Paesi più sviluppati del Mondo, provvedendo a tutte le azioni necessarie per equilibrare il nostro “Mix delle Fonti” per produrre elettricità (da sempre estremamente vulnerabile e costosissimo perchè gravemente sbilanciato verso gli idrocarburi: prima Olio Combustibile e Metano ed ora sempre gli stessi, in proporzioni invertite)!
Con tutti i soldi che abbiamo sperperato e continuiamo a sperperare con queste scelte, poi è molto più difficile trovare i soldi per finanziare la ricerca per le F.E.R. del futuro e salvaguardare la competitività delle nostre industrie, soprattutto quelle energivore che danno lavoro e quindi benessere.
Cordialità.
Rinaldo Sorgenti