Fotovoltaico alla prova del fuoco
venerdì, 26 febbraio 2010
[di Fabio Panetto]
Notizie contrastanti da più fronti
Da una parte tagli in vista per il fotovoltaico.
Il Conto Energia, il sistema tariffario incentivante per la produzione di elettricità attraverso i pannelli solari, a partire dal 2011 sarà soggetto ad una diminuzione progressiva fino a tutto il 2012.
Lo stabilisce una bozza di decreto stilata dal ministro per lo sviluppo economico che presto approderà al vaglio della conferenza unificata.
Una sforbiciata alle tariffe che, da una parte, tiene conto della riduzione dei costi delle tecnologie fotovoltaiche, ma dall’altra potrebbe frenare gli investimenti in questo settore.
La stretta maggiore si propone per tettoie, pergolati e pensiline, mentre per i tetti la riduzione è più limitata. Non si parla di impianti a terra di piccole e grandi dimensioni, tanto da intendere che questi ultimi resteranno, al contrario di quanto previsto, inalterati come contributo.
La riduzione per le tettoie da 1 a 3 Kw passerà da 0,44 attuale a 0,38 nel 1° trimestre 2011, 0,368 nel 2° trimestre 0,357 nel 3° trimestre e 0,335 dal 2012 con una riduzione dal 28,8 al 31,2%. Per gli impianti integrati sui tetti la riduzione sarà dal 15,4 al 27,2%. (Fonte Edilizia e Territorio del Sole 24ore)
Dall’altra è stato approvato da poco, un Decreto del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio, e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che definisce gli incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici per l’anno 2011.
Il decreto individua 3 categorie in funzione della potenza e della tecnologia e troverà applicazione per impianti che entreranno in funzione dopo il 31 dicembre 2010. Su tale decreto è previsto l’aumentato degli incentivi per gli impianti integrati sui tetti, ma tale tariffa diminuirà in funzione dell’entrata in servizio dell’impianto a partire dal 2012 con un abbattimento del 6% annuo. Per impianti integrati con caratteristiche speciali in sostituzione di elementi architettonici sono riconosciute tariffe di entità maggiore. Inoltre sono previste tariffe per nuovi impianti atti a concentrare la luce solare mediante sistemi ottici.
Inoltre per impianti realizzati su aree dimesse o cave esaurite o discariche o siti contaminati, la tariffa è incrementata del 5%, mentre per sistemi con profili di scambio prevedibile le tariffe sono incrementate del 20% relativamente l’energia prodotta in ciascun giorno in cui è mantenuto un dato profilo di scambio. (Fonte Ministero Ambiente)
La confusione è perciò tanta per chi come i cittadini e gli imprenditori, debbono pensare a cosa fare. Se per i cittadini l’incertezza non da certamente voglia di investire sul fotovoltaico, agli imprenditori passa sicuramente la voglia di investire nelle tecnologie tanto che l’associazione ASSOSOLARE denuncia che già da quest’anno ditte che realizzano inverter per grossi impianti, cesseranno la produzione in assenza di leggi certe.
Uno smacco ad un settore in evoluzione che dovrà fare i conti con l’adeguamento delle tariffe incentivanti europee che sono sicuramente più basse di quelle italiane.
3 commenti a “Fotovoltaico alla prova del fuoco”
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La confusione è tanta anche nella parte finale che hai scritto Fabio.
La bozza gira da novembre dello scorso anno.
Ho letto questa bozza di decreto, non so esattamente cosa pensare. Sicuramente il mercato del fotovoltaico subirà un calo, ma almeno resterà vivo. La speranza è sempre quella che i prezzi di produzione continuino a scendere
Cmq non è l’Italia che determina il calo dei prezzi di distribuzione ma è il mercato mondo, sicuramente ci sono sono aziende italiane neonate o nate da pochissimi anni che accuseranno il colpo se il loro è un mercato nazionale, credo cmq sia giusto penalizzare i grossi impianti a terra, nati per semplice speculazione, che vedono grossi investitori stranieri pronti a investire e speculare (vedi EDF 15, MWp a due passi da noi o gli 85 MWp a Pincara);
i grossi inverter come dicevi tu Fabio continueranno ad essere prodotti; in novembre non si trovavano più inverter per esempio ma non grazie all’Italia ma per il via del conto energia Australiano che assorbe una grossa fetta di mercato,
poi per quanto riguarda le tariffe incentivanti bhe, il prezzo al Wp in 1 anno è calato di un 35 – 40 % quindi se anche le tariffe perdono un 15 % non muore mica nessuno.
Noi siamo qui continuiamo a lavorare ed investire in un settore (e parlo solo per il mercato Italia) sempre con l’interrogativo, poi stiamo a vedere, intanto prorogato ancora di un anno l’obbligo di FV 1 Kwp sulle nuove costruzioni e restrutturazioni;
è anche vero che in quest’ultimo anno si sono buttati cani e porci su di un settore che non ha risentito di crisi, ogni tanto una bella pulizia ci sta tutta, è presto per prevedere il futuro guardiamo al presente e più avanti decideremo le strategie del futuro; oramai è dal 1996 che faccio questo mestiere tra qualche anno farò 20 anni in questo settore, di acqua ne ho vista passare molta sotto i ponti, si continua e via così.