Acqua, bugia “europea” e porcata italiana
Domenica, 22 Novembre 2009
Non ho dubbi che siamo un popolo di rincoglioniti e che stiamo accettando supinamente una legge, quella sulla privatizzazione dell’ acqua, senza battere ciglio. Ma si potrebbe dire così anche di molte altre leggi che ci hanno imposto negli ultimi anni.
Non che sia sorpreso di tanto menefreghismo visto che gli interessi popolari sono quelli di sapere quanti cazzi si è preso in culo Marrazzo e che il massimo della nostra cultura si ferma al grande fratello e a trasmissioni, messe in onda ad hoc, in cui cercano di farci passare per bello trans, troione e recchioni vari.
Io ci ho provato con un altro post [clicca] a risvegliare un pò di interesse su un tema di fondamentale importanza, non solo perché l’ acqua è il bene più prezioso che esiste ma anche perché potrebbe essere una prova generale per altre imposizioni governative.
A fronte di quasi mille visite giornaliere a questo blog non c’ è stato nemmeno uno straccio di commento al post cui mi riferivo precedentemente, non so cosa pensare di preciso, forse l’ ho scritto male e allora vi obbligo a leggervi un post d’ autore a questo indirizzo: http://carlovulpio.wordpress.com/2009/11/21/acqua-bugia-europea-e-porcata-italiana/ sullo stesso tema, magari capirete meglio l’ importanza del tema in discussione.
L’ autore del post è Carlo Vulpio, laureato in giurisprudenza. Ha collaborato con Corriere, l’ Espresso, Avvenimenti e L’ Unità. Ha una grande storia alle spalle e se nemmeno le sue parole vi susciteranno emozioni forti allora siamo persi per sempre.
18 commenti a “Acqua, bugia “europea” e porcata italiana”
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A parte il fatto che il suo post lo leggo solo ora!! E da dire ce ne sarebbe per scrivere un libro, cosa si aspetta da questa Italia? Viviamo quotidianamente nell’indifferenza totale a tal punto ormai che se si vede uno/a essere aggredito o adirittura ucciso per strada… la gente cosa fà? gli gira attorno con sguardo indignato! Questo e il fatto più grave quello che divide l’essere umano dalla bestia! Ci dovremmo preoccupare ma preoccupare forte di quello che purtroppo ci stanno facendo diventare… E dico ci stanno facendo diventare perchè un buon motivo c’e e la colpa non e certo nostra e di questa società che cresce i nostri figli a reality e pallone a cellulari e a videogiochi, ci stanno opprimendo apposta perchè vogliono che diventiamo dei vegetali che mangiano e bevono e spendono. La legge tutela solo ” Loro ” Basti pensare che un libero cittadino non può permettersi di trasgredire a nessuna di queste leggi senza essere perseguitato a vita per delle stronzate poi… E se per assurdo dovesse organizzare qualche manifestazione per protestare magari per salvaguardare il sacrosanto diritto ad avere un servizio Pubblico come l’acqua indispensabile perchè la vita possa continuare sulla terra!!!! Beh allora diventi un rivoluzionario ed un terrorista di ” Sinistra, Comunista ” e ti mandano dietro L’esercito dei manganelli! Grazie Grazie a tutti noi per aver consentito a questi Governi di privarci della nostra anima.
Sig. biasioli l’articolo precedente come questo l’ho letto e non l’ho commentato perche ha ragione in ogni sua parte però vede se questo governo in carica ormai da otto anni perchè 12 mesi di prodi non li conto nemmeno ha ancora più del 50% della cittadinanza a favore cosa serve continuare a spiegare cosa è giusto o sbagliato. Tanto se dici qualcosa giusta contro questa destra sei il solito comunista come dice michele. Che cosa vi aspettate da questa destra che rappresenta il potere industriale e bancario che facciano le leggi per il popolo o che facciano leggi perchè gli imprenditori che fanno i loro interessi individuali e non collettivi possano arricchirsi o avere più potere per loro stessi. Vi siete mai chiesti come mai lo stato è sempre più indebitato nonostante i tagli. vi siete mai chiesti cosa succederebbe se lo stato fosse in attivo, NON SI DOVREBBE PIU PRIVATIZZARE e come farebbero ad arricchirsi i privati e qusto non vale solo per l’acqua ma SCUOLA, SANITA, ESERCITO, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ecc.
Caro Gerardo,
le tue sono parole sante, ne abbiamo parlato anche mentre eravamo in viaggio sul “magnifico furgone” ricordi ?
L’acqua dove è stata privatizzata è stato un bagno di sangue Emilia in primis, adesso l’acqua diventerà una SPA, 9 persone su 10 non sanno cosa significherà tutto questo, quando lo copriranno sarà troppo tardi, e allora giù dei cazzi di Marrazzo e le troie del Berlusca, intanto poi a prenderlo nel culo siam sempre noi.
Benvenuti all’inferno….le macerie sociali-economiche che lasceranno questi “signori” ci faranno rimpiangere i tempi della DC/PSI/PCI e di tangentopoli…..
indovinate quel “QUALCUNO” chi vuole candidare in Calabria…
Il medico di sua madre….così come ha già sistemato il suo commercialista e il suo medico personale in altre due regioni….proprio in nome dell’ignoranza degli italiani che lo sostengono, mi tocca dire che fa davvero bene a fare i propri interessi alla faccia di tutti. Un esempio spettacolare sotto gli occhi di tutti che, nonostante le evidenze, continuano a sostenerlo. Vergonatevi ignoranti
Quote” porcata italiana” …tipo questa?
ROTONDI CONTRO LA PAUSA PRANZO
Il ministro per l’attuazione del programma di governo: «Non mi piace questa ritualità che blocca tutta l’Italia
La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia». Ne è convinto il Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma di governo, intervistato dalla tv web «KlausCondicio», in onda su YouTube. Certo, aggiunge, «non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un’attività in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo». Ma non si tratta di una proposta: «Non ho fatto nessuna proposta di abolire la pausa pranzo, ho solo detto che io l’ho abolita da vent’anni e lo stesso consiglio alla Camera dei deputati, perchè quella è l’ora in cui si lavora meglio». Il ministro poi aggiunge: «Si capisce che i lavoratori devono avere le loro pause e devono mangiare, magari sarebbe utile che ognuno si gestisse questa pausa come crede, ma è chiaro che è impossibile». «Casomai sarebbe meglio distribuirla in modo diverso, come avviene negli altri Paesi», spiega il ministro analizzando i dati di una ricerca internazionale sul tema da cui emerge che l’Italia rappresenta un caso isolato. Ricerca dalla quale emerge che «in Germania, ad esempio, per incentivare la produttività la pausa pranzo in alcuni posti di lavoro dura mezz’ora, mentre si estende a 45 minuti per chi lavora oltre le 9 ore. Tuttavia, secondo un recente sondaggio, un quarto dei tedeschi trascorre la propria pausa pranzo lavorando. Anche in Inghilterra molti dipendenti vi rinunciano o la riducono, sia nei minuti che nel numero di pause nel corso dell’intera settimana. Negli ultimi due anni, infatti, si è scesi da una media di 3,5 pause a settimana del 2006 a 3,3 nel 2008. Addirittura meno di 3 per le donne. In Francia lo statuto dei lavoratori riconosce 20 minuti ogni 6 ore, mentre in America la pausa pranzo non è proprio prevista dalla legge federale ed è regolamentata autonomamente dai singoli Stati, mentre in Canada e Svezia si pranza davanti alla scrivania». E la buvette dei parlamentari? «Chiudiamo la buvette. Costa troppo e fa ingrassare i parlamentari». Anche su questo il ministro appare convinto: «Credo che la buvette vada chiusa: costa troppo e sarebbe interessante capire perchè gravi in modo così pesante sul bilancio della Camera - sottolinea Rotondi -. Si parla di 5 milioni di euro. Demagogia a parte, penso che non sia economico e che se ne potrebbe fare a meno. I parlamentari mangiano troppo, ingrassano e questo non è sano. Non è una questione brunettiana, ma di condizione fisica, visto che ne guadagnerebbero in salute. Lo consiglio a tutti». «La Camera dei deputati ha un bilancio così faticoso che, se si chiudessero le due buvette, si avrebbe un risparmio. Si tratta semplicemente di non gravare ulteriormente sui contribuenti - prosegue il ministro -. Non sono mai salito su un aereo di Stato, uso pochissimo l’auto di servizio, sono parsimonioso col denaro pubblico e faccio attenzione anche alle spese minute. Come il Presidente del Consiglio, vado in giro persino a spegnere le luci negli uffici(ECCO CHI SPEGNE LE LUCI DEL TRIBUNALE DI VENEZIA ALLORA!) Sono assolutamente in linea con le idee degli italiani sul risparmio del denaro pubblico».
LAVORATOOOORIIII…..PRRRRRRRR….
lavorate pure come i mussi (VOI) per 1000 euro (SE VI VA BENE!)….
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/expo-milano/nomina-stanca/nomina-stanca.html?ref=search
meno male che ci sono ancora i servitori della REPUBBLICA!!
http://www.youtube.com/watch?v=jD45TQIfcoo
http://milano.repubblica.it/dettaglio/stanca:-il-mio-doppio-stipendio-rispondo-al-pdl-non-a-repubblica/1786447
Salve Gerardo, lei ha perfettamente ragione. Non e il problema di privatizzare la agua o del resto come operano i governanti. Il problema e che ormai con le tecniche del lavaggio del cervello la gente e stata instupidita da TV e stampa (compresa la collaborazione della sinistra) e mira solo le troje del Berlusconi, il Grande Fratello, Isole dei Famosi, Culi per Marazzo, etc. Mi aspettavo dalla sinistra uno sviluppo alla maturita delle persone ma sono convinto che con i fighetti di Veltroni, Franceschini, Dalena, Bindi, etc e la stessa cosa. Per fortuna ora sono dalla altra parte del mondo, con nostalgia di tornare, ma non di vedere tutta questa porcheria. Cordialmente
Giorgio
Ha ragione Rotondi a toglierci la pausa pranzo tanto lo sa che gli stipendi viaggiano al ribasso quindi di questo passo non avremo neanche più soldi per mangiare e allora perchè perdere tempo meglio sfruttarci ancora di più.
D’altronde non si può negare che gli italiani siano ancora dalla loro parte sapete com’è i gusti sono gusti dicevano quelle due mosche mentre mangiavano un piatto di merda.
Caro Gerardo apprezzo il tuo spirito di risvegliare gli animi che anch’io spesso mi chiedo se rassegnati o rincoglioniti, ma la faccenda acqua riguarda il mondo intero. E’ risaputo, tra le teste pensanti che le prossime guerre non saranno più per il governo e possesso del petrolio ma bensì per l’acqua.
Un caro saluto
Nicola
IL PROBLEMA NON E’ LA ….EMME…CHE CI PROPINANO TV ECC. ECC. DECANTANDO QUANTO E’ BUONA……E’ CHE NON CI RICORDIAMO PIU’ COSA NON LO E’!!!
E’ INACCETTABILE SENTIRE DIRE DA CHI CI GOVERNA…
1) RISPONDO AGLI ITALIANI IN TV…
…..MA STIIAMO SCHERZANDO????
2) SENTIRE DIRE DA UN MINISTRO CHE E’ ORGOGLIOSO DI COMPORTARSI IN MODO AZIENDALISTA?…..
….MA STIIIIIAMO SCHERZANDO????
Scusate, mi dovete proprio scusare, non capisco e se volete avere la pazienza di spiegarmi vi ringrazio…. Sono decenni che pago consorzi o S.p.a. per la fornitura dell’acqua potabile e per la (mala)gestione delle reti fognarie in base ai metri cubi che mi vengono erogati. Cosa cambierà dopo questa innovazione? Ho letto l’articolo, ma non riesco a figurarmi gli scenari. Nel sud Italia credo continueranno, dove le reti idriche sono inefficienti, a pagare a peso d’oro il trasportatore di turno che verrà con la sua bella autobotte e noi, continueremo a pagare le nostre salatissime bollette. Aumenteranno i prezzi? Toglieranno le fontanelle pubbliche?
Caro Andrea,
dove la nobile e semplice composizione tra Idrogeno ed ossigeno H2O è stata privatizzata ci sono stati dei casini pazzeschi sia nella nostra penosa Italietta che oltre alpi,
la Francia per esempio credo sia stata tra le prime in Europa a privatizzare l’acqua e adesso sai cosa fa ?
In Francia, a Parigi l’acqua ritornerà
pubblica dal primo gennaio 2010. Il
sindaco Bertrand Delanoe non ha
rinnovato i contratti con le multinazionali
Veolia e Suez . L’acqua sarà gestita da
un ente pubblico: “Eau de Paris”. Il
risparmio per i parigini sarà di almeno 30
milioni di euro all’anno.
L’acqua è un diritto naturale dell’uomo.
Non un business. Ovunque la gestione
dell’acqua sia stata privatizzata, il suo
prezzo è aumentato, raddoppiato,
triplicato.
Di chi è l’acqua? E’ nostra, dei nostri
comuni, delle nostre regioni. E’ la pioggia
che cade dal cielo.
qui le truffe, più che pubblico privato, sono sulla semantica di che cosa vuole dire pubblico e di che cosa vuole dire privato: bisogna stare molto attenti,
perché la reazione, quando tu dici “vogliamo l’acqua pubblica”, loro ti
dicono “ma è pubblica: le fonti rimangono di proprietà pubblica, dai la
gestione al privato con un 30 /40% di pubblico nella gestione e allora di che
cosa vi lamentate? L’acqua rimane di proprietà pubblica e la gestione è
privata”.
Questa è la trappola infernale perché, chi determina la situazione di
mercato, è chi gestisce e non la proprietà della fonte. Sono i tubi, è la
distribuzione dell’acqua. E’ come per l’energia, è la stessa cosa: chi detiene i tubi, i fili, detiene l’effettiva proprietà.
Un’altra distinzione che bisogna fare è che, quando una società diventa una società per azioni e gestisce l’acqua di una Provincia, di un comune, di una città o di una Regione, è scalabile e quindi una società per azioni che gestisce l’acqua può essere comprata e c’è un’altra situazione: che chi gestisce effettivamente la società per azioni non è che abbia la maggioranza delle azioni pubblico/private, 49 e 51%, non c’entran ulla chi gestisce il pacchetto di controllo.
Un’altra cosa, la cosa incredibile è che la società per azioni ha dei punti di
riferimento che non sono gli utenti dell’acqua, ma i suoi azionisti e conseguentemente deve andare a fare profitti, tirare su le azioni, vendere
tubature rotte, non fare riparazioni, alzare il prezzo dell’acqua.
Dove c’è stata una gestione privata c’è stato un aumento del prezzo, ci sono stati dei casini. L’acqua non è solo quella che si beve, ma è quella che si distribuisce in tutti i sensi, bisogna fare una riforma
sostanziale del concetto di acqua,
come si costruisce una casa e quindi l’acqua gestita nelle case con la doppia tubazione e il recupero dell’acqua
piovana, l’acqua che va nelle lavatrici e nelle lavastoviglie per il primo lavaggio, poi va nello scarico dei gabinetti, l’acqua
in agricoltura, dove se ne spreca il 70%. Il 70% dell’acqua potabile va in
agricoltura, metà va sprecata con una gestione incredibile e anti-tecnologica.
L’acqua è dietro qualsiasi tipo di energia, qualsiasi cosa si fa con l’acqua, una macchina 400.000 litri, un abito 40.000 itri, un’aranciata 10 litri, c’è sempre dell’acqua dietro qualsiasi cosa, per cui l’acqua è la cosa principale insieme all’energia. E’ l’energia del futuro e bisogna assolutamente che la parola privato scompaia dalla gestione, dalla
proprietà e dalla parola acqua! Privato e acqua sono due ossimori, non si
dovrebbero mai incontrare! L’acqua va gestita pubblicamente, è di proprietà
pubblica, attraverso una rete trasparente: qualsiasi spesa sugli
acquedotti, sulle tariffe e sugli aumenti va giustificata attraverso la rete ai
cittadini, i quali faranno le proposte,
faranno loro le tariffe o faranno una discussione sulle tariffe, cioè una
discussione trasparente sui prezzi, sulla manutenzione, sui costi reali insieme ai cittadini, questa è la gestione del futuro
dell’acqua!”
Ora spero ti si sia aperto il concetto di Acqua caro amico
ops non era riferito ad Andrea il mio intervento sull’acqua ma a Carlo mi scuso !!!