Prendiamo esempio da Badia Polesine
lunedì, 5 ottobre 2009
A Badia Polesine sta per essere approvato un nuovo metodo per stendere le graduatorie all’assegnazione delle case ATER. Si sta pensando di favorire chi è da maggior tempo residente nel Comune ovvero “l’anzianità di residenza”.
Mentre le situazioni di degrado sono in aumento anche tra i residenti badiesi, le precarie e croniche condizioni di disagio degli extracomunitari, spesso con minori a carico, facevano sistematicamente arrivare in vetta alle graduatorie esclusivamente gli stranieri.
Recentemente sono state emesse ordinanze di sgombero per alcune famiglie rom in un campo non autorizzato e si pensa di allontanare dal territorio una famiglia di mussulmani che si era accampata presso gli uffici dell’assessorato ai servizi sociali minacciando i consiglieri se non gli avessero trovato un alloggio. Sono stati sfrattati dall’abitazione in cui vivevano perchè da oltre due anni non pagavano l’affitto in quanto nessuno dei maschi del nucleo familiare ha mai lavorato e le donne non le fanno certo lavorare.
Anche noi ad ADRIA abbiamo situazioni di degrado, basta vedere come è ridotto il nostro grattacielo e alcuni alloggi Ater affittati a extracomunitari.
Anche ad ADRIA, visionando l’ultima graduatoria assegnazione case Ater, si riscontra come ai primi posti della classifica, ci siano esclusivamente nomi stranieri, mentre i primi nomi italiani si trovano solamente in posizioni molto avanzate.
“Sulla sicurezza non accettiamo lezioni da nessuno” ha detto un esponente leghista badiese “e ora iniziamo anche un censimento degli stranieri non comunitari, verificando con le forze di polizia la presenza di persone non dichiarate”.
Un forte segnale di legalità che potrebbe essere esportato in altri comuni della provincia di Rovigo ADRIA compresa.
7 commenti a “Prendiamo esempio da Badia Polesine”
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Alla faccia dell’imparzialità!!! Ma chi scrive gl’articoli ha la tessera del partito leghista???
sempre la solita storia: copiare ed esportare. mmha
Grattacielo
Un tempo era abitato da gente normale, lavoratori con le loro famiglie, gente tranquilla che viveva la propria quotidianità senza grandi problemi.
Poi, da quando qualcuno, mediatori e proprietari in primis, si è inventato, in certi casi con colpevole dabbenaggine, a far entrare soggetti di discutibili abitudini,…. ecco che sono iniziati i problemi! E adesso?
Da qualche tempo la vigilanza delle forze dell’ordine si fa sentire più presente, e qualche risultato apprezzabile si è ottenuto.
E’ evidente che non si tratta di degrado comparabile ad altre realtà presenti in altre città, però è sicuro che servirebbe una maggiore lungimiranza da parte degli interessati, mediatori di case e proprietari in primis, nel capire che se oggi ti arriva uno con i soldi in mano, poi ti disfa la casa e disturba tutto gli altri vicini, prima o poi nessuno vorrà più venire lì, e quindi addio rendite e addio a tutto l’edificio!
Anche qui servirebbe quindi maggior prudenza. Ma pare che di questi tempi sia merce in disuso. Dai Adria, sveja!
Saluti
@ marco – guarda che anche questa volta è stata riportata una realtà che può essere condivisibile o no, ma pur sempre una realtà.
@ gerardo: sarà la realtà della proposta della lega! Perchè non si è chiesto il parere anche alle altre forze politiche presenti a Badia?? Forse le altre proposte non erano degne di nota?
E poi scusa con questa frase cosa si vuol dire?
“Un forte segnale di legalità che potrebbe essere esportato in altri comuni della provincia di Rovigo ADRIA compresa.”
Uno spassionato consiglio a votare i leghisti come nostri paladini della legalità???
Ripeto, meno tessere di partito e più imparzialità in redazione!
La solita guerra tra poveri.
Attenzione comunque che ad Adria alcune famiglie residenti in case ater
hanno un reddito basso poiche uno dei due abitanti lavora in nero.
A volte passando di li mi accorgo al di fuori dei garage che ci sono barche e anche auto di grossa cilindrata.
E come mai queste case una volte affittate spesse volte vanno di padre in figlio con giochetti di residenza o di reddito
Forse non serve cambiare le regole ma servono maggiori controlli da parte dell’amministrazione e non fare differenze fra extracomunirtari comunitari o residenti ma assegnare le abitazioni a chi ha veramente bisogno e toglierle a chi non ne ha più bisogno.
Giusto Andrea,
per non parlare di famiglie di 4 componenti, in cui tutti lavorano e, ovviamente perdono il diritto della casa perchè i requisiti economici saltano. Cosa fanno allora? Cambio di residenza per uno o due componenti a seconda delle esigenze. Li mandano fittiziamente a vivere in case di altri parenti, ovviamente solo sulla carta, così non “perdono” la casa, togliendola invece a chi, veramente, ne ha bisogno.
Come dici tu, ci vorrebbero maggiori controlli.