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Quanto produce e cosa si guadagna con il Fotovoltaico ?


Voglio scrivere questa guida semplice semplice, per far luce sulla PRODUZIONE e sugli incentivi degli impianti fotovoltaici.

Cos’è il fotovoltaico ?

L’impianto fotovoltaico è un impianto per la produzione di energia elettrica. Tramite i pannelli fotovoltaici si può trasformare direttamente l’energia solare incidente sulla superficie terrestre in energia elettrica, sfruttando le proprietà del silicio, largamente usato per molti dispositivi elettronici di moderna concezione.

Da cosa è costituito un impianto fotovoltaico?

I Pannelli fotovoltaici
Sono i pannelli che integrano le celle fotovoltaiche in silicio, monocristallino, policristallino o amorfo. Ogni modulo converte l’energia solare incidente in energia elettrica in corrente continua.
Strutture di sostegno o ancoraggio
Sono tutte le strutture che sorreggono i moduli e li orientano dando loro una inclinazione rispetto al piano orizzontale in Italia, di circa 30°. Possono essere in acciacio zincato a caldo o in alluminio e vengono vincolati sulla superficie di installazione mediante zavorre, viti da terreno o ancoraggi vari a seconda della natura del sito di installazione dell’impianto.
Inverter
Tale apparato converte l’energia prodotta dai moduli da corrente continua a corrente alternata con una differenza di 50Hz. Alle volte gli inverter ospitano dispositivi di protezione e interfaccia che determinano lo spegnimento dell’impianto in caso di blackout o manutenzione sulla rete di collegamento.
Misuratori di energia
Vengono utilizzati per conteggiare l’energia prodotta dall’impianto e quella immessa nelle rete del gestore elettrico.

Ora una persona che vuole installare un impianto fotovoltaico lo fà per un motivo NON PAGARE PIU’ LA BOLLETTA DELL’ENEL; quindi l’impianto dovrà garantire una produzione annuale di energia tale da soddisfare il fabbisogno energetico della mia abitazione.

Dal 1999 poi dal 2005 e succesivamente dal 2007 la produzione di energia elettrica viene incentivata con Il “CONTO ENERGIA” 2007 per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici connessi alla rete ( D.I. in G.U. n.45- 23/02/07)

Questo significa che oltre ad essere indipendente dall’ENEL o gestore privato riceverò anche un incentivo (in moneta corrente €uro) per ogni KW Prodotto.

Quant’è l’incentivo ?

Questo dipende dalla produzione del mio impianto fotovoltaico dall’inclinazione dei moduli (pannelli) dall’esposizione, SUD, SUD-EST, SUD-OVEST (Est Ovest hanno perdite maggiori, Nord è sconsigliato),

Per dimensionare un impianto fotovoltaico ed essere completamente autonomo devo :

1) Sapere i consumi elettrici della mia abitazione, questi li trovo nelle bollette ENEL nella voce Prelievi e calcolare i 6 bimestri di consumi, l’impianto dovrà soddisfare e produrre in 365 giorni l’energia che consumo.

Esempio Pratico

Supponiamo che i miei consumi rientrino nella famiglia media Italiana cioè 3.500 KW/anno il mio impianto dovrà produrre 3.500 KW annui

Dovrò a questo punto installare sul tetto della mia abitazione, o su di una pensilina oppure se ho un pezzo di terra un impianto fotovltaico che come potenza varierà dal luogo d’Italia dove mi trovo.

mi spiego meglio se la mia abitazione è al Nord (Provincia di Rovigo inclusa caro Spinello) avrò bisogno di un impianto da 3KWp

Se sono al centro Italia avrò bisogno di un impianto da 2,4 KWp

Se sono al Sud Italia il mio impianto sarà da 2,00 KWp

Per il dimensionamento si usano le UNI 10349 La prima normativa in Italia che nasce dalle sole acquisizioni di dati provenienti da 28 località della penisola è la UNI 8477 del 1983.
Questa norma è utilizzata dai progettisti nel calcolo degli apporti per applicazioni in edilizia, e si basa su valori giornalieri medi mensili derivati dalla conoscenza di dati climatologici locali.Dal 1994 tale norma è affiancata dalla UNI 10349 che fornisce elementi di riferimento standard nel calcolo dei flussi energetici per il comfort in edilizia.
In essa sono contenuti i valori della radiazione solare per i diversi capoluoghi di provincia.

Ma allora Quanto GUADAGNO E QUANTO RISPARMIO ?!?!?!?!?

Supponiamo di installare l’impianto nella nostra solare e ridente cittadina (Adria) abbiamo detto che consumiamo 3.500 KW Anno quindi ci serve un impianto da 3KWp

Produzione 3.500 KW x €uro incentivo,

bhe questo dipende se l’impianto lo metto a terra, sopra i coppi, o tolgo i coppi e lo faccio integrato

se l’impianto è a terra incasserò €.0,39 al KW
se l’impianto è sopra i coppi €.0,43 al KW
se l’impianto è al posto dei coppi €.0,48

se produco 3.500 KW e l’impianto è sopra i coppi incasserò €.0,43 = cioè €.1.500,00 Annui ( se sono un privato no partita iva non sono tassato)

ma non finisce qui il mio impiantol’ho fatto per non pagare la bolletta quindi non pagherò €.708,00 all’anno di Enel

sommando €.1.500,00 che è l’incentivo annuo + €.708,00 che è il risparmio della bolletta = €.2.208,00 anno

L’incentivo dura 20 Anni lo paga il GSE gestore dei servizi elettrici ( lo abbiamo pagato NOI dal 1992 paghiamo il 7% del costo dell’energia a favore delle energie rinnovabili), la corrente ce l’ho per sempre

€.2.208,00 x 20 anni = €.44.160,00 Incentivo + Risparmio ENERGIA in 20 anni

costi di manutenzioni non superiori all’1% anno del costo dell’impianto

i moduli hanno una garanzia mediamente di 25 anni sull’80% della produzione
gli inverter hanno garanzie inferiori 5-7-10 anni

Gli impianti fotovoltaici per accedere all’incentivo devono essere minimo 1KWp ed essere connessi alla rete ENEL;

l’Enel installerà 2 contatori, uno che misura l’energia prodotta (da cui incasso l’incentivo) ed un altro che misurerà l’energia prelevata, praticamente l’energia prodottà finirà nelle rete elettrica nazionale e dalla rete la preleverò;

praticamente nei mesi da marzo ad ottobre l’impianto riportato in esempio produrrà 3-4 volte di più di quelli che sono i consumi reali per andarli a prelevare nei mesi invernali quando la produzione sarà inferiore.

La rete elettrica sarà considerata come una batteria butto in rete tutta l’energia (e mi viene incentivata per 20 anni) e dalla rete me la prelevo quando mi serve.

Il costo di un impianto fotovoltaico comprensivo di IVA chiavi in mano si aggira dai €.18.000,00 ai €.20.000,00 dipende dai materiali che si utilizzano e il rientro economico è compreso dai 9 ai 10 anni.

il sole24ore per 5 anni ha scritto che uno dei migliori invenstimenti finanziari era ed è tuttora il Fotovoltaico.

Spero con questo di aver chiarito alcuni concetti, ad Adria credo ci siano una decina di impianti e mercoledì 01 aprile ne verrà connesso in rete un altro.

Il conto Energia è attivo in quasi tutta Europa, in Australia, lo sarà a breve in Giappone e Stati Uniti; sul sito del GSE www.gse.it sono disponibili i dati relativi alla potenza installata per nazione, a guidare questa clasifica c’è:

Germania con una produzione di 4.300 GWh
Spagna con una produzione di 166 GWh
Italia con una produzione di 39 GWh
Paesi BAssi 36 GWh
Francia 32 GWh
Lussemburgo 25 GWh
Regno Unito 9 GWh

Per Quanto riguarda l’Eolico a guidare la classifica è:

Germania con una produzione di 39.000 GWh
Spagna con una produzione di 29.000 GWh

l’Italia anche qui conferma un penoso 4.000 GWh

Quello che più fa rabbrividire è che la Germania con il solo Eolico produce di più dell’Italia con l’idroelettrico l’Italia con l’idroelettrico arriva a 33.000 GWh (4% della produzione totale) contro i 39.000 dell’eolico in Germania.

I dati sono del 2007

15 commenti a “Quanto produce e cosa si guadagna con il Fotovoltaico ?”

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  1. Germano Costa il 27 mar 2009 alle 19:44 ha detto:

    sig. Nardo,
    so bene che avete le vostre idee e non scrivo questo post neltentativo di cambiarle,anzi, libertà di pensiero questo è il mio motto ma mi permetta due precisazioni:
    come ho riferito durante l’incotro con sig Conte di lega ambiente ho in mano dei calcoli per l’istallazione degli impianti fotovoltaici nettamente inferiori ai riferimenti che ci sono in commercio e che lei ha citato, poi proprioquesta settimana mio figlio studioso di ing. fonti alternative e energetiche è venuto in contatto con un co…insomma ha un modulo in mano che autoprodurselo costamolto molto molto meno meno; si può dire che un impianto capace di renderci totalmente autonomi acqua calda e impianto compreso oggi si aggira attorno 30, 32 mila euro un impianto del genere costerebbe molto meno della meta e potremmo noi che lo potremmo produrre rivenderlo nel mercato con benifici per la città lascio a voi imaginare : una rivoluzione che se diventerò sindaco , e qui la sottoscrivo, attueremo in tutto il comprensorio abbinandolo alla all’eco solidarietà che sarà ancora più conveniete per tutti , creerò lavoro per i giovani, ditte gestite dai residenti e il comune sarà partecipe e sosterrà la creazione di tutto questo senza abbandonare nessuno. Però questi impianti anche se costano la meta per alcune famiglie che non arrivano allafine delmese sig Nardo, non è facile reperire queste somme ecco che aiuteremo noi del comune a relaizzare questo e ……ma ve lo dico come un altra volta forse. lo sò, non è facile realizzare tutto questo ma ci vogliono le palle, insomma coraggio altrimenti Adria città Etrusca non sarà mai il punto di riferimento del veneto e non solo. Siamo stati i primi come lista a parlarne e a puntare su queste innovazioni e per questo siamo stati chiamati da altri gruppi in altre regioni. Perchè realizzare questo al di fuori di adria quando potremmo farlo noi?
    sperimao che gli adriesi sig nardo non perdano l’occasione,mi dispiace fare politica su questo argomento ma la politica è parte della nostra vita purtoppo e solo con essa si può cambiare le cose purtroppo,poi quando ci sono politici che sono sempre che pensano alla carega dove volete che andiamo.

  2. Anselmo il 27 mar 2009 alle 20:20 ha detto:

    Come mai sig. Nardo, gli affari ristagnano?

    Comunque mi consenta di farle notare per l’ennesima volta che non ha ancora imparato ad usare le unità di misura corrette, questo va a suo danno perché dimostra di non essere a perfetta conoscenza della materia, infatti continua a parlare di energia utilizzando l’unità di misura della potenza, mentre quando parla di potenza utilizza l’unità di misura dell’energia.
    Mi trovo quindi in difficoltà a controllare se quello che scrive è corretto essendo i riferimenti sbagliati. La consiglio di correggere l’articolo per una migliore comprensione.

    Sempre a disposizione, Anselmo

  3. max il 27 mar 2009 alle 21:12 ha detto:

    Sembra tutto facile, bello e si guadagna pure !
    Oltre agli aspetti positivi, bisogna far presente anche quelli meno favorevoli o negativi, che sono alla base della bassa diffusione del FV, rispetto alle potenzialità (climatiche), di un paese come l’ Italia.
    1) l’ investimento iniziale, per 3 KWp, è troppo alto: 20.000 € o più; somma non alla portata di tutti. 2) Gli attuali pannelli possono essere considerati, oramai, di vecchia concezione, vista la bassa resa.
    Faccio una domanda: quali sono, attualmente, i pannelli più avanzati, in termini di rendimento (energia prodotta) e quanto costano ?
    Alcuni suggerimenti: in tempi di crisi come questa, bisognerebbe aiutare il mercato con alcune azioni, del tipo:
    1) Incentivi cash, come quelli previsti da tante amministrazioni pubbliche (provincia di Rovigo per es.), in aggiunta agli incentivi del conto energia.
    2) I venditori-installatori, per i motivi detti precedentemente (crisi economica), dovrebbero rinunciare, in questa fase, a parte dei loro guadagni e poter offrire gli impianti a costi minori, per stimolare la domanda. Con ciò si eviterebbe che lavoratori del settore vengano licenziati o che alcune aziende possano anche chiudere.
    Queste sono le considerazioni di un cittadino sensibile al risparmio energetico e al FV e che la crisi economica e gli alti costi, lo hanno fatto desistere: spero che possano essere spunto di riflessione per tutti gli attori, politici e operatori del settore.

    Max W.

  4. leonardoconte il 27 mar 2009 alle 22:33 ha detto:

    Buon lavoro Simone, complimenti per la chiarezza.
    Bisogna aggiungere che molti altri Gw sono prodotti con molte altre teccnologie come la produzione di gas da Combustori anaerobici, il Gas prodotto viene usato per produrre eletricità.
    Tutto futuro che sta diventando realtà.
    Salute.

  5. FABIO PANETTO il 28 mar 2009 alle 08:14 ha detto:

    Stiamo andando verso la giusta direzione… quella energetica sostenibile.
    Anche se non risolverà il problema energetico nazionale, è già un buon inizio.
    Poi seguiranno le coscenze, l’impegno e il risparmio farà il resto.
    In tutti i calcoli manca una cosa e mi sento di dirla non per denigrare qualcuno assolutamente… ma credo che i conti vanno fatti correttamente… tenendo conto che le banche in queste operazioni hanno il loro ruolo e gli interessi sul mutuo occorre conteggiarli, perchè sono quelli che hanno rovinato l’economia mondiale.
    Oggi con i tassi così bassi, vale la pena di investire… e il FV si può considerare un buon investimento. Sto sviluppando un progetto che presenterò lunedì 6 aprile al Ridotto del Teatro, che permetterà ai cittadini di accedere ai finanziamenti per la realizzazione di impianti FV con costi e tassi assolutamente contenuti. Inoltre, una sorpresa per tutti, un progetto di industrializzazione sul FV che favorirà l’aumento dei posti di lavoro in un settore ECO-SOSTENIBILE.
    Tutto con l’aiuto e, soprattutto, l’investimento di imprenditori del Nord-est.
    buon sabato a tutti

  6. Simone Nardo il 28 mar 2009 alle 09:08 ha detto:

    Anselmo mi fa pena

  7. leonardoconte il 28 mar 2009 alle 10:34 ha detto:

    Se una persona fa del suo mestiere una virtù direi che non c’è nulla di male. Magari ci fossero tante persone che per vivere decidono di inventarsi mestieri che danno da vivere e nello stesso tempo rispettano il territorio. Una erborista non dovrebbe fare i corsi sulle erbe perché le vende? Un coltivatore di biologico non dovrebbe divulgare e portare avanti le tradizioni agricole perché vende i prodotti? Quello che ricarica e rigenera le cartucce della stampante non dovrebbe dire che con questo mestiere si fanno meno immondizie? Ogni persona crede e vende quello a cui è appassionato, per questo un piccolo imprenditore va rispettato nella sua dignità. Cambiare stile di vita significa anche questo, amare un mestiere o fare dell’artigianato, in armonia con il proprio territorio. Legambiente insegna e promuove proprio questo, scoprire e imparare mestieri che diano da vivere pur essendo in armonia con l’ambiente per avere il minimo di impatto o di contrasto. Si vuole dimostrare che tutti i mestieri possono essere fatti in armonia con chi ci sta intorno con il massimo del rispetto reciproco, sostenendo le risorse anche per chi vivrà dopo di noi. Il segreto è nell’accontentarsi di produrre per vivere, quando ci siamo fatti una casa, quante ancora ne vogliamo?
    La sostenibilità: ad esempio per un mobilificio che coltiva e usa il suo legno che pianta ogni volta, poi taglia. Produce i mobili partendo dalla sua coltivazione come già molti fanno.
    La fabbrica o il ristorante che decidono di prodursi l’energia, di coltivare dei prodotti, dovranno garantire ottimi alimenti e per farlo dovranno difendere i loro terreni. Questa è sostenibilità pratica. Tutto questo oltre a costituire profitto viene anche visto come un fattore benefico, nel guadagno di tutti oltre che nel rispetto di tutti, non è meglio? Non è l’origine della nostra cultura il risparmio ed il rispetto?
    O l’origine della nostra cultura è di consumare il più possibile sprecando e senza pensare agl’altri?

  8. Anselmo il 28 mar 2009 alle 12:20 ha detto:

    Cosa vuole farci sig. Nardo… non posso mica essere simpatico a tutti… Comunque sopravviverò lo stresso!!!

    Tanti auguri per i suoi affari, Anselmo!!!

  9. leonardoconte il 28 mar 2009 alle 17:41 ha detto:

    Fotovoltaico: Come scegliere i moduli giusti

    Per una persona poco esperta non è facile orientarsi fra gli innumerevoli moduli proposti sul mercato. Abbiamo così cercato di dare una risposta ad alcune semplici domande che potranno aiutare chi intende acquistare dei moduli a compiere una scelta più consapevole e avveduta

    a cura di Roberto Rizzo, coordinatore editoriale delle riviste FV-Fotovoltaici e Wind Energy, con la collaborazione di Angelo Bernasconi, Kim Nagel e Ivano Pola (ISAAC-Istituto di Sostenibilità Applicata all’Ambiente Costruito)

    Quali sono i criteri generali per la scelta dei migliori moduli per il proprio impianto?
    Gli elementi da considerare quando si vuole acquistare un modulo di qualità sono, soprattutto, la resa energetica, la stabilità nel tempo e la durata di vita. Sul sito web http://www.isaac.supsi.ch e sulla nostra rivista FV-Fotovoltaici vengono resi noti i risultati della ricerca sui principali moduli in commercio condotta ogni anno dal Centro di ricerca del Canton Ticino ISAAC (Istituto di Sostenibilità Applicata all’Ambiente Costruito). Per avere una descrizione completa delle caratteristiche dei moduli si possono anche consultare le schede tecniche dei moduli stesse. In esse sono indicate le caratteristiche fisiche, meccaniche ed elettriche come pure le tolleranze e le garanzie nel tempo. Oltre a quelli che abbiamo indicati, esistono comunque altri elementi da considerare. Per un impianto residenziale sono molti rilevanti l’aspetto estetico e, naturalmente, quello economico, soprattutto in relazione all’incentivo in conto energia. Nel caso di un impianto integrato gli aspetti architettonico ed estetico assumono un’importanza cruciale: per prima cosa i moduli andrebbero scelti in base alle esigenze d’integrazione e di corretto inserimento dell’impianto nell’edificio. Vi sono chiaramente altri fattori che è importante considerare al momento dell’acquisto dei moduli e direttamente legati a questi aspetti: tanto per fare alcuni esempi, le condizioni climatiche fondamentali del sito dove si andrà a installare l’impianto fotovoltaico e le caratteristiche del tetto.

    Se il tetto è piano, quale tipologia di modulo andrebbe preferito?
    Se si è ancora nella fase di costruzione dell’edificio o se s’intende sostituire il tetto con una nuova copertura ha sicuramente senso puntare su un manto impermeabile nel quale venga integrato uno strato fotosensibile in film sottile. A causa dell’accumulo di neve, questa soluzione, però, non si addice a dei climi di montagna con elevati livelli di innevamento.

    Quali moduli scegliere se si vive in climi particolarmente caldi?
    Se nei mesi estivi o in primavera si corre il rischio di un surriscaldamento dei moduli, andrebbe preferita la tecnologia in film sottile (per esempio amorfa), visto il comportamento termico favorevole rispetto alla tecnologia in silicio cristallino. Il film sottile è quindi una soluzione che si adatta molto bene ai climi dell’Italia centrale e meridionale. Se il tetto è a falda ed è dotato di una sufficiente ventilazione, i moduli in silicio cristallino risultano comunque analogamente validi.

    E se si vive in montagna o in climi particolarmente rigidi?
    In generale, nei climi freddi si adattano bene anche i moduli in silicio cristallino perché in estate, pur essendoci un forte irraggiamento, la temperatura non raggiunge dei livelli elevatissimi. Di conseguenza l’efficienza di questa tipologia di moduli non viene ridotta in maniera eccessiva.

    Che moduli scegliere nel caso di un impianto integrato?
    Ovviamente, nel caso dell’integrazione il fattore estetico ha un’importanza fondamentale e in tal senso potrebbe essere una buona soluzione la scelta di moduli in film sottili. Infatti, le colorazioni omogenee su tutta la superficie del modulo offerte da questa tecnologia rappresentano un’ottima soluzione estetica fondamentale per l’integrazione. In commercio si trovano numerose soluzioni molto interessanti dal punto di vista estetico. Per un’integrazione in facciata, come nel caso di un impianto installato su un tetto, si sceglierà di preferenza la tipologia cristallina se la facciata è ventilata. In genere i moduli per facciate sono fatti su misura e devono essere compatibili con i requisiti di sicurezza: il tipo e lo spessore del vetro e i materiali di laminazione devono corrispondere alle esigenze dell’applicazione. Al giorno d’oggi la tecnologia in silicio cristallino propone moduli di grandi dimensioni che si adattano bene alle grandi vetrate, ma come si diceva in precedenza, in questo caso una ventilazione può risultare necessaria per evitare temperature troppo alte, compromettenti una buona resa energetica dell’impianto. Altri aspetti importanti da tenere in considerazione riguardano i requisiti di sicurezza e le caratteristiche fisiche ed energetiche dello stabile. Nel caso di un’integrazione in un edificio nuovo, al fine di ottenere i migliori risultati estetici, energetici ed economici è necessario tener conto dell’installazione dell’impianto sin dalla fase di progetto. Per promuovere l’uso del fotovoltaico come materiale da costruzione accuratamente integrato nel edificio, è stato realizzato il sito internet http://www.bipv.ch.

    Quali certificazioni dovrebbero avere i moduli?
    Il tipo di certificazioni riportate sulle schede tecniche del modulo sono un indizio importante sulla qualità del prodotto. Per una persona poco esperta non è comunque facile orientarsi nella giungla delle certificazioni dichiarate dal fabbricante. Una delle certificazioni esplicitamente richiesta per la commercializzazione dei moduli in Italia è la qualifica per i moduli in silicio cristallino (IEC 61215 o CEI EN 61215). Questa norma garantisce che il prodotto abbia passato delle severe prove di resistenza elettrica e meccanica, equivalenti a 20 anni di vita, ma non sostituisce la garanzia che va comunque richiesta al produttore o distributore di moduli.

    Quali garanzie vanno richieste quando si acquistano dei moduli?
    L’azienda produttrice dei moduli dovrebbe rilasciare due garanzie: una di prodotto e una di prestazione. La prima riguarda esclusivamente i difetti di produzione e di materiale, tipicamente della durata di 2-5 anni; la seconda riguarda invece le prestazioni del modulo solare nel tempo e garantisce il mantenimento della potenza iniziale: normalmente viene garantito il 90% della potenza minima dopo 10-12 anni e/o l’80% della potenza minima dopo 20-25 anni dalla produzione. È sempre consigliabile farsi rilasciare una copia della garanzia.

    Quando è necessario dubitare di un preventivo relativo a un impianto fv?
    Da un punto di vista generale, risulta dubbio un costo in preventivo di un impianto inferiore ai 4.000 euro al kW installato (tutto compreso). L’argomento verra’ trattato in maniera approfondita in uno dei prossimi numeri di FV-Fotovoltaici distribuita in abbonamento e in edicola.

    Che cosa deve comparire obbligatoriamente sull’etichetta del modulo?
    Secondo la norma europea EN50380, sull’etichetta del modulo, oltre al nome del fabbricante o del distributore e il modello del prodotto, è obbligatorio indicare la classe di protezione (se effettuata, per esempio TUV SKL2), la tensione massima di sistema e le seguenti caratteristiche elettriche: massima potenza (Pm) e relativa tolleranza (in percetuale), corrente di corto circuito (Isc), tensione di circuito aperto (Voc) e tensione di massima potenza (Vm) alle condizioni standard STC (irraggiamento di 1.000W/m2, temperatura di 25 °C e AM1.5). Il numero di serie ben visibile e concepito per restare tale nel tempo è ugualmente necessario. Per moduli che vengono integrati è una necessità dare specifiche molto più complete e dettagliate rispetto ai semplici dati elettrici. Ad esempio, dovrebbero essere specificati i dati ottici, termici e meccanici per diverse posizione del modulo: verticale, a 45° e orizzontale, tenendo cosi conto dell’integrazione architettonica.
    Quali sono le principali differenze tra moduli in silicio monocristallino e policristallino?
    Le differenze principali tra la tecnologia mono e policristallina sono a livello elettrico ed estetico. Queste differenze sono il risultato dei diversi processi di fabbricazione delle celle. A livello di efficienza, i moduli in silicio monocristallino presentano in media valori del 2-5% superiori rispetto al policristallino. I processi di fabbricazione delle celle monocristalline sono più costosi rispetto alle policristalline, in quanto richiedono più energia: le temperatura sono sovente comprese tra 400 e 900 °C. Tutto questo influisce e ha chiaramente un effetto sui costi dei prodotti finali, con il monocristallino che è generalmente un po’ più caro a parità di potenza rispetto al policristallino. A livello estetico le celle monocristalline prendono le dimensioni dei cilindri in silicio puro dai quali si ottengono i wafer. La colorazione è omogenea ed è tipicamente blu scuro. Per le celle policristalline le forme sono rettangolari ed esteticamente si presentano blu vivo, con la struttura cristallina ben visibile. Le misure effettuate presso l’istituto ISAAC mostrano un comportamento termico leggermente migliore per la tecnologia poli rispetto alla monocristallina.

    Come ci si deve comportare in caso di retrofit?
    Nel caso di un retrofit prima vale la pena fare un’analisi energetica dell’edificio ed effettuare degli interventi per ridurne i consumi. Successivamente il fotovoltaico può essere considerato una soluzione intelligente per soddisfare i bisogni energetici di un edificio energeticamente efficiente.

  10. Germano costa il 28 mar 2009 alle 22:27 ha detto:

    vorrei ricordare che chi plagia è perseguibile per legge.

    Oggi presentazione della altra porzione di programma
    IL PIANO REGOLATORE SOCIALE PER ADRIA, ilresto delcarlino di oggi ,in breve ne ha dato notizia.
    vorrei ricordare , perchè uomo avvisato mezzo salvato, che chi plagia e perseguibile per legge.

  11. leonardoconte il 29 mar 2009 alle 10:24 ha detto:

    Sig. Costa,
    Non so se si riferisce all’articolo sui pannelli fotovoltaici, se c’è qualcosa mi faccia capire, Grazie

  12. Germano costa il 29 mar 2009 alle 13:00 ha detto:

    Sig. conte,

    no, non mi riferisco all’articolo,anzi ben venga , ma…. ai ladri di idee.
    saluti con la stima di sempre

  13. Rinaldo Sorgenti il 07 apr 2009 alle 23:57 ha detto:

    Sig. Nardo,

    Lei fa bene a fare pubblicità al suo lavoro, però sarebbe anche utile che i dati che fornisce fossero chiari e tra loro coerenti e compatibili.
    Ho trovato davvero sgradevole la reazione isterica nei confronti del Sig. Anselmo che, giustamente, poneva il problema di chiarire le cose tra “POTENZA” ed “ENERGIA ELETTRICA”.

    Alcuni quesiti e considerazioni che mi sembra utile proporre:

    A – Lei parla di 3.500 kW/anno (immagino intendesse 3.500 kWh/anno) e poi dice che ci vuole un impianto di 3 kWp.
    Questo lascerebbe intendere che teoricamente l’impianto potrebbe produrre elettricità per circa 1.200 h./anno, vale a dire solo circa il 15% delle ore di calendario.
    Cosa vuol dire l’indicazione kWp (picco) ? Ed è sicuro che un tale impianto produrrà 3.500 kWh/anno ?

    B – Poi lei dice: “…il mio impianto l’ho fatto per non pagare la bolletta quindi non pagherò €.708,00 all’anno di Enel”.
    Quindi questi 708 Euro sarebbero il costo per i 3.500 kWh/anno mediamente consumati, giusto ? Quindi, il costo in Bolletta per ogni kWh consumato sarebbe di circa 0,20 Euro x kWh, che perchè si vorrebbero produrre con il FV ce lo pagano circa 0,45 Euro x kWh !
    E quanto costeranno in totale ai cittadini italiani questi incentivi ?
    Ogni anno = ???
    E cumulativamente per 20 anni = ???
    Giusto per valutare se si può fare di più e meglio !

    C – Poi dice: “…L’incentivo dura 20 Anni lo paga il GSE gestore dei servizi elettrici ( lo abbiamo pagato NOI dal 1992 paghiamo il 7% del costo dell’energia a favore delle energie rinnovabili), la corrente ce l’ho per sempre.”
    In effetti, il GSE è solo l’Ente che liquida gli incentivi mentre a PAGARLI sono (obbligatoriamente) TUTTI i cittadini che pagano una Bolletta elettrica, anche se non hanno nessun impianto FV. Non è proprio vero lasciar intendere che questo “incentivo” sia già stato pagato. L’incentivo lo continuiamo a pagare e dovremo farlo per 20 anni per consentire ai pochi che ne beneficiano di approfittarne, altrimenti questi impianti NON si potrebbero MAI ripagare ! Quindi la Bolletta la dovranno pagare i vicini di casa, non il GSE. Vero ?

    D – Tenuto conto che l’impianto produrrà mediament solo per circa 3,5 h. al giorno (mediamente), le altre 20,5 h. del giorno l’elettricità dovrà venire dalla rete. Prodotta da quale fonte ?
    Di fatto, il collegamento alla rete dovrà comunque essere “continuo” (cioè durante tutte le 24 h. x 365 giorni/anno) se vogliamo essere sicuri di alimentare i vari impianti domestici ed i nostri bisogni quando serve. Vero ?

    E – Il Sig. Conte ha riportato: “…normalmente viene garantito il 90% della potenza minima dopo 10-12 anni e/o l’80% della potenza minima dopo 20-25 anni dalla produzione.”
    Cosa vuol dire il 90% della potenza minima ? Quale sarebbe per l’impianto tipo di 3 kWp la potenza corrispondente a quella del 90% e 80% della potenza minima ?

    F – Il Sig. Nardo ci ricorda poi che l’Italia NON è poi messa proprio male, visto che saremmo il 3° Paese al Mondo (dopo Germania e Spagna). Bene. finora avevo sentito denigrare l’italia su questo settore ed invece NON siamo poi messi male. Peraltro, durante il 2008 abbiamo davvero fatto il pieno, con circa 350 MWp installato, vero ?
    Per l’eolico poi trovo abbastanza “penoso” l’ggettivo “penoso” aggiunto al dato relativo all’Italia. Per poter giudicare, infatti, sarebbe anche utile sapere qual’è la ventosità in Germania ed in Spagna, mettendola a confronto con quella in Italia, altrimenti è difficile valutare.
    E la Danimarca (che è il Paese più ventoso d’Europa, qual’è la ventosità da loro ?

    G – Sarebbe utile anche sapere (e mettere in parallelo con le produzioni dei “migliori”), d quali fonti questi stessi Paesi (Grmania, Spagna e Danimarca) producono l’energia di base che serve loro (tra l’altro, proprio per garantirli che se non c’è il sole od il vento) per continuare ad avere l’elettricità quando serve loro. C’è lo può ricordare ?

    H – Infine, visto che siamo così bravi (3° al Mondo x il FV), ci indichi anche qual’è la percentuale (%) di elettricità prodotta in questi stessi Paesi, rispetto al totale di E.E. consumata nei rispettivi Paesi, giusto per poter valutare quale vantaggio comporta questo sacrificio del 99,99% degli italiani.

    Spero che quanto sopra non venga frainteso ed invece possa servire a capire meglio a beneficio di tutti.

    Grazie et saluti.

    Rinaldo Sorgenti

  14. Cinzia il 25 apr 2009 alle 14:13 ha detto:

    dal fotovoltaico: tutti gli abitanti ma le industrie come le facciamo funzionare?

  15. Vanni destro il 26 apr 2009 alle 14:17 ha detto:

    Il consumo domestico rappresenta un terzo del totale nazionale. Cominciamo da li.

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