No al carbone! E invece si
giovedì, 15 gennaio 2009
E’ notizia di questi giorni che il nostro beneamato governo ha preso in mano la situazione relativa alla centrale di Porto Tolle e l’ ha risolta da par suo. Antonio Costato, vicepresidente di confindustria per l’ energia e il mercato, ha sentenziato:”…si tratta di un intervento di interesse nazionale che non è giusto lasciare alla discrezione delle amministrazioni locali…“, me cojoniii.
Come il Mose, insomma! Non si è tenuto conto di niente, di migliaia di firme raccolte dai comitati anticarbone, non si è tenuto conto delle molte relazioni e dossier, non ultimo quello di Legambiente, sull’ impatto ambientale. Non si è tenuto conto sopratutto della tipologia del territorio su cui è ubicata la centrale.
La salute dei cittadini non interessa a nessuno, in fin dei conti tutti dobbiamo morire prima o poi, quindi vale la pena di metterci una pietra sopra…MA MORISSERO LORO!
I favorevoli alla realizzazione dell’ opera, pochi per la verità ma molto influenti evidentemente, hanno svolto un lavoro egregio: dal Sindaco di Porto Tolle che starà già facendo i conti, ai dipendenti ENEL che dormiranno finalmente sonni tranquilli, a tutte quelle amministrazioni comunali che se la sono cavata.
Quei due miliardi e passa messi sul piatto da enel hanno avuto un effetto dirompente facendo pendere l’ ago della bilancia a favore della riconversione a carbone, poi le altre grandi promesse, come per esempio 3500 posti di lavoro (mah), spinta positiva per l’ economia (mah) e solo quattro anni per la messa in funzione (spero di vivere ancora per questi quattro anni per verificare).
Peccato che di questi 3500 posti promessi probabilmente pochi saranno destinati a persone del luogo, peccato che quei due miliardi di euro non faranno la felicità dei bassopolesani, peccato infine, che la sferzata economica a noi servirebbe da subito e non fra dieci (pardon quattro) anni.
Come si usa dire, “chi vivrà, vedrà“
19 commenti a “No al carbone! E invece si”
Puoi lasciare un commento, sottoscrivere il feed RSS o inviare un trackback.






Non possiamo far finta di niente, dobbiamo reaggire per noi, per i nostri figli e per il pianeta.
Complimenti.
E ancora una volta ha vinto il potere forte a scapito di chi, invece, ha combattuto contro questa insana scelta.
Da oggi propongo di battezzare questa nuova creatura “LA MORTE NERA” (qualcuno forse ci vede qualche riferimento al film di Lucas??).
Ora però è il momento di scendere in campo e di lottare affinchè questa creatura venga distrutta (proprio come nel film) dai buoni propositi della popolazione.
Perchè chi ci governa va sempre alla ricerca della cose più complicate quando la coste semplici sono alla portata di tutti?
Perchè con un Rigassificatore a portata di mano mi siete andati a cadere sull’uccello pardon sul carbone? Ovvero sul carbone dell’uccello??? (Chi vuol capire il senso che ho voluto dare alla frase sostitusca la parola sbagliata)
Propongo al sindaco di aprire una pagina (e di lasciarla visibile fino alle elezioni) dove raccogliere il nome e cognome di tutte le persone di buona volontà che sono contrarie a questa scelta e, se possibile, divulgare questa iniziativa a quanti più comuni possibili (e relativi blog)
Che vedano quanti siamo…
il cancro della società non è più il confronto fra il bene ed il male, ma fra il nulla dell’indifferenza e l’essere.
noi ci siamo.
Ma è possibile che un governo possa intervenire così? scavalcando la Regione?
I Comuni limitrofi sono contrari, la legge del Parco naturale del Delta del Po è contraria (non al metano però), la maggior parte dei cittadini. Ma allora perchè si continua con questo ecomostro? Ma cosa ci ha portato di tangibile la centrale quando funzionava ad olio? dov’è stata l’occupazione? 3500 posti di lavoro? forse ma x quanto? e i gessi dove li porterenno? prevedo traffico extra per Porto Tolle.
Possibile che la gente non sia abbastanza sensibilizzata perfino dopo le schifezze che Enel ci ha fatto respirare quando andava ad olio specie di notte la facevano andare a pieno regime così che nessuno vedesse “l’incendio” che producevano!!?
Un referendum? una raccolta di firme? saranno sufficienti? La Corte Europea potrà fare qualcosa?
La Prestigiacomo nemmeno si è fatta sentire, “Lei che è così sensibile ai temi ambientali”.
Che schifo ….l’Italia.
L’italia è uno schifo……La salute pubblica messa in discussione per gli interessi di una manciata di persone….
Sono esterefatto di come dei sindaci e degli esponenti politici appoggino e gioiscano di una scelta così scellerata e priva di senso….
Caro sindaco del Blog quoto l’idea di Fabio Panetto, bisogna far qualcosa…..
Bisognerebbe imparar da loro….
http://nocoketarquinia.splinder.com/
Dopo una campagna mediatica pro carbone, in cui sono state fatte passare per vere falsità evidenti, i nostri politici gongolano. Ho appena finito di leggere le dichiarazioni dei politici sulla Voce di oggi. Zaia, Bellotti, Munerato oltre ovviamente al sindaco Finotti. Galan preferisce astenersi. Gli altri non pervenuti. Entusiasmo alle stelle da parte dei sindacalisti Facin (regionale, CGIL) e Trambaiolli (provinciale, CISL). Gongolano, il Sig. Rinaldo Sorgenti di Assocarboni ed il sig. Maurizio Ferro del Comitato Polesano per lo sviluppo, che hanno tirato in tutti i modi il carro dell’Enel.
Per rendervi conto di quante falsità sono state dette sul carbone pulito, vi riporto la risposta pubblicata sulla Voce di giovedì 25 settembre in cui il Sig. Gabriele Zecchin risponde punto per punto alla lettera del Sig. “Assocarboni”, pubblicata sullo stesso giornale il giorno prima. Da sottolineare che non c’è stata alcuna successiva replica da parte del sig. Sorgenti!
“Gentile Sig. Rinaldo Sorgenti, Vicepresidente di Assocarboni, ho letto con grande interesse la sua replica alla mia precedente lettera in cui quantificavo i maggiori costi del carbone rispetto al gas.
ChiederLe cosa ne pensa del carbone è come chiedere all’oste se il suo vino è buono. A parte la battuta, mi piace, da tecnico, confrontarmi sulle cose concrete.
Lei, che sicuramente è un esperto, non contesta i dati da me esposti sulle emissioni di CO2, da parte della Centrale, nelle tre diverse configurazioni, a olio combustibile, carbone e gas. Questa è la conferma della correttezza dei miei calcoli. Enel però ha affermato, nel suo Notiziario di marzo 2008, recapitato a tutte le famiglie del Delta, che ridurrà le emissioni di CO2 del 18% rispetto ai livelli precedenti. Quindi Enel dice una cosa non vera, non io.
Sia Lei che Enel continuate a parlare della tecnologia di sequestro e cattura della CO2, come di qualcosa di realizzabile, cosa assolutamente non vera, almeno nel sito di Porto Tolle.
La storia delle biomasse, almeno così come proposte nel progetto Enel, è un’altra mistificazione evidente. Mi basta citare Vito Pignatelli, ricercatore di Enea, componente del Consiglio tecnico del Comitato Polesano per lo sviluppo, che un mese fa si è così espresso: – Le agroenergie sono un’opportunità se si riesce a valorizzare gli scarti o terreni altrimenti poco remunerativi -. Evito di entrare nel dettaglio; mi limito solo a rilevare che Enel ha scritto che ritirerà le vinacce, ed altre simili amenità.
Lei sostiene che, per essere corretti, bisognerebbe tener conto di tutte le emissioni di gas serra prodotte nel ciclo di vita del combustibile considerato, comprese le operazioni di estrazione e trasporto. Sono assolutamente d’accordo con Lei, perché non è giusto che le emissioni dovute ai trasporti non vengano addebitate, oggi, né al paese esportatore né all’importatore. Dubito però che scavare il carbone e farlo arrivare in nave dall’Australia, come prevede l’Enel, comporti minori emissioni rispetto al gas o al petrolio. Aspetto comunque la sua dimostrazione del contrario.
Per quanto riguarda la quantificazione del costo per tonnellata di CO2, ho fatto riferimento ad un documento ufficiale, ossia uno studio dell’OCSE, dal titolo “Biofuel support policies: an economic assessment”, del luglio 2008, che quantifica in 960 – 1.700 dollari la spesa per ogni tonnellata di CO2 risparmiata finanziando le filiere di bioetanolo e biodiesel. Questo è un dato reale, ed è una spesa che dovremo sopportare perché la UE ce la impone. Se Lei ritiene che sia illogico spendere così tanti soldi per risparmiare una tonnellata di CO2, quando la si potrebbe comperare tranquillamente sul mercato alla modica cifra di 25 euro a tonnellata, lo deve dire ai funzionari della UE, con i quali sicuramente Lei ha rapporti, non a me.
E veniamo alla Germania. Altra fantastica mistificazione. I tedeschi, che sono circa 82 milioni e mezzo, hanno ottenuto una quota pari a 1.230 milioni di tonnellate di CO2, ossia ogni abitante di quel felice paese può produrre 14,92 tonnellate all’anno di CO2. La quota pro capite assegnata all’Italia è circa 8,7 tonnellate. Il consumo di energia pro capite è quasi lo stesso, 0,67 Kwh per i tedeschi, 0,63 per gli italiani. Come mai loro producono così tanta CO2 in più? La risposta l’ha già data Lei: perché usano molto carbone. Ovviamente, partendo da una quota assegnata così alta, non hanno problemi a rispettare gli accordi sulla riduzione della CO2, attraverso il miglioramento dell’efficienza dei sistemi di produzione dell’energia elettrica, le klima-haus, le energie rinnovabili, ecc.. Noi non abbiamo, in questi anni, nemmeno iniziato a sfruttare le enormi potenzialità dell’eolico e del solare nel meridione.
Se vogliamo rispettare gli accordi di Kyoto dovremo puntare sul risparmio energetico e cercare di diventare il più possibile autosufficienti per l’energia. In questo modo possiamo evitare di importare e usare il carbone e ridurre anche il consumo di gas. Perché volenti o nolenti è questo il futuro che ci aspetta.
Lei afferma che la CO2 prodotta non ha alcun effetto nocivo a livello locale. Guardi, quest’estate abbiamo avuto tre mesi di siccità e un caldo insopportabile, con danni evidenti all’agricoltura ed alle persone. Questo a causa dell’effetto serra causato principalmente dall’eccessiva produzione di CO2. E la situazione è destinata a peggiorare negli anni. Probabilmente Lei vive in un fresco paesino di montagna.
Comunque il problema della CO2 e del carbone non lo sta sollevando Zecchin, ma scienziati e ricercatori molto più autorevoli di me e di Lei.
Gabriele Zecchin”
Questa la e-mail che ho appena ricevuto da Giorgio Crepaldi, rappresentante Comitato Cittadini Liberi di Porto Tolle, con il testo originale del verbale del consiglio dei Ministri. Così ognuno può farsi un’idea di quanto distorte possono essere le notizie dei giornali.
Consiglio dei ministri n. 32 del 16 gennaio 2009
16 Gennaio 2009
La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:
il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 9,45 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi.
Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.
(…)
Il Consiglio ha iniziato l´esame della questione relativa alla conversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, sulla quale ha riferito il Ministro dell´ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, illustrando la posizione del Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. Dopo un approfondito esame degli aspetti e degli interessi pubblici coinvolti, in particolar modo quello dell´approvvigionamento energetico da parte di una delle maggiori centrali termoelettriche del Paese, il Consiglio ha invitato il Ministro dell´ambiente ad adottare le proprie determinazioni in ordine alla definizione del procedimento autorizzatorio per la centrale di Porto Tolle.
(…)
La seduta ha avuto termine alle ore 10,30.
Testo completo: http://www.palazzochigi.it/Governo/ConsiglioMinistri/testo_int.asp?d=41624
Egregio Sig. Mario,
ho letto il suo commento postato il 17.01.2009 – h. 11,40 con il quale mi chiama in causa, riprendendo peraltro un precedente scambio di commenti avuti nel Settembre scorso con il Sig. Gabriele Zecchin.
Come comprenderà, non vi era stata un’immediata replica da parte mia alle precedenti considerazioni di Zecchin ed altri, semplicemente perchè non volevo che la cosa potesse infastidire od essere male interpretata.
Non vi è invece alcuna difficoltà di chiarire i vari punti ed aspetti considerati, perchè si tratta semmai di interpretare e contestualizzare quanto meglio possibile i vari argomenti, per evitare che possibili malintesi o diversi riferimenti, magari involontariamente fuorvianti, possano causare confusione nel merito.
D’altra parte, ritengo questo confronto certamente utile appunto per chiarire aspetti tecnici che, purtroppo, sono spesso evocati impropriamente da chi tratta questi argomenti solo con generiche enfatizzazioni ambientali (ovviamente non mi riferisco al gentile Zecchin), tipiche invece degli “ecologisti” di comodo che si esprimono spesso su questi argomenti.
Qui di seguito trascrivo quindi un ampio commento che invero avevo a suo tempo predisposto e non ancora fatto pubblicare:
Q U O T E
Titolo: I falsi (ed interessati) miti della supposta … protezione del Pianeta.
Le lettere pubblicate nel Settembre scorso mi consentono di approfondire questioni e luoghi comuni che negli ultimi 20 anni sono stati disseminati dalla martellante ed impropria enfasi dei “miti ambientalisti”. Rispondo, così, senza la pretesa di cambiare tali convinzioni, ma di essere utile a chi legge. Proviamoci, per capitoli.
EMISSIONI DI CO2 IN FASE DI COMBUSTIONE:
Nessuno può smentire che bruciando un combustibile che ha un maggiore contenuto di carbonio (da cui deriva, appunto, il nome del carbone) si produca una maggiore quantità di CO2 rispetto ad un combustibile alternativo che invece ha un maggiore contenuto di idrogeno (come è il caso del gas metano). Ovviamente, tale comparazione deve sempre essere fatta a parità di energia elettrica prodotta, perché è di questo che ci stiamo interessando. Altra cosa, invece, è valutare tali emissioni nel “ciclo di vita” completo di carbone e gas, come si dovrebbe fare se il “problema” delle emissioni di CO2 fosse importante: visto peraltro che la CO2 – che ripeto “NON ha un effetto nocivo a livello locale” – finisce poi nella troposfera, dove in parte contribuisce al cosiddetto “effetto serra”, unitamente ad altri gas tra cui lo stesso metano (CH4), il protossido di azoto (N2O), eccetera. Quindi, serve a ben poco preoccuparci delle emissioni dalla combustione del carbone, se poi facciamo finta di non sapere quali e quante emissioni della stessa molecola CO2 (oltre a quelle dirette di metano) sono rilasciate in atmosfera nelle fasi di estrazione dei vari combustibili (e del gas naturale in particolare) nei Paesi di provenienza. La differenza – illogica, ma prevista dalle regole vigenti – è che le emissioni “post-combustione” siano conteggiate – e demonizzate -, mentre le altre rilevanti emissioni “pre-combustione” si fa finta, addirittura, che non esistano.
EMISSIONI CONSEGUENTI ALLA PRODUZIONE ELETTRICA:
E’ logico e necessario che ogni comparazione tra i diversi combustibili debba farsi esaminando le migliori tecnologie oggi disponibili, altrimenti si rischia di fare confusione, come spesso succede. Una comparazione razionale ed oggettiva ci dice oggi, allora, che l’impatto ambientale in termini invece di “veri inquinanti” (SO2, NOx, polveri) di una moderna centrale a carbone è sostanzialmente identica a quella di una moderna centrale a gas, ovviamente a parità di elettricità prodotta.
BIOMASSE:
Conosco il ricercatore dell’Enea Vito Pignatelli, che Gabriele Zecchin, in un suo intervento, richiama quasi come testimone per avvalorare una sua supposta mistificazione. E ho l’impressione che Zecchin abbia equivocato il senso delle affermazioni di Pignatelli nel merito delle “agroenergie”. Buonsenso vorrebbe che quando si parla di “biomasse” da bruciare in co-combustione con il carbone ci si riferisca a residui colturali od a produzioni specifiche di minor pregio, realizzate su terreni marginali o altrimenti poco remunerativi. Infatti, solo la demagogia della speculativa lotta alle emissioni di CO2 può portare ad ipotizzare di convertire colture agricole di pregio per destinarle a produrre i cosiddetti “bio-carburanti”. Finanziare la destinazione di colture cerealicole (mais, grano, soia, eccetera) a impropri fini “combustibili” è una vera e propria “bestialità”.
ESTRAZIONE E TRASPORTO DEL CARBONE:
Credo possa essere utile informare che oggi (nei Paesi esportatori: Indonesia, Colombia, Sud Africa, USA, Australia, eccetera) buona parte del carbone destinato ai fini elettrici proviene da cosiddette “miniere a cielo aperto”, perché si trova in strati molto prossimi alla superficie da dove, una volta rimossa la copertura superficiale, si estrae con enormi pale meccaniche. Questa è anche una delle ragioni (oltre alla significativa maggiore disponibilità quantitativa) del perché il carbone costi normalmente circa un terzo del prezioso gas metano.
COSTO PER TONNELLATA DI CO2.:
E’ purtroppo vero quanto dice lo studio OCSE citato da Gabriele Zecchin in riferimento al costo – tra 960 e 1.700 dollari per ogni tonnellata di CO2 non emessa da combustibili fossili – finanziato inconsapevolmente da tutti per produrre “bio-carburanti”, da bruciare in sostituzione dei combustibili fossili. L’inganno tuttavia (come dimostra lo stesso studio OCSE) è far intendere che per “aiutare il clima” del Pianeta dovremmo spendere una fortuna per produrre delle biomasse e poi divertirci a bruciarle: con quale risultato? Ottenere l’equivalente di energia motrice che deriverebbe – con minore spesa – utilizzando benzina o metano. Cioè i combustibili che si vorrebbero sostituire. Se invece parliamo di “generazione elettrica” – e qui entra in gioco il carbone, diversamente da come fa Zecchin, equivocando il caso dei biocombustibili -, ebbene le Direttive UE opportunamente prevedono che, qualora non sia ritenuto utile e conveniente sostituire un vecchio impianto di produzione elettrica con uno più moderno ed efficiente, si possa compensare la CO2 emessa in eccesso comperando le quote dalla relativa “Borsa delle emissioni”, che oggi quota la CO2 a circa 20 Euro per tonnellata. Questo, proprio perché la riduzione si può alternativamente fare in un altro Paese dove lo sforzo per ottenere lo stesso risultato avverrebbe a costi notevolmente più bassi. Tuttavia questa è anche la chiara e diretta dimostrazione che le emissioni di CO2 “NON SONO NOCIVE nel luogo stesso di emissione”. Io ci sto provando a dirlo ai nostri governanti e parlamentari, perché facciano riconoscere all’Italia un equo e proporzionale trattamento rispetto agli altri importanti Paesi Ue. Ma è un compito tutt’altro che agevole, tanta è la confusione che gli “ambientalisti” hanno creato sul tema. Anche per quanto riguarda il fotovoltaico, e così passiamo alle ….
MITICHE FONTI RINNOVABILI:
Innanzitutto si tratta di fonti “complementari”, giammai alternative. Ed allora vorrei suggerire ai sostenitori del fotovoltaico la lettura di un interessante libretto scritto dal professor Franco Battaglia (uno scienziato in materia), dal titolo “L’illusione dell’energia dal sole”. Infatti, se dovessimo produrre con tecnologie solari il 10% del fabbisogno italiano di energia elettrica sarebbe necessario un investimento superiore a 240 miliardi di euro per impianti che occuperebbero più di 200 km quadrati di superficie e avrebbero una durata ipotetica per massimo 20 anni. Invece, se dovessimo produrre lo stesso quantitativo di energia con impianti nucleari sarebbero sufficienti un investimento inferiore a 10 miliardi di euro, una superficie inferiore ad un chilometro quadrato e l’impianto avrebbe una durata compresa tra i 40 ed i 60 anni. Infine, se dovessimo produrre lo stesso quantitativo con il carbone, sarebbero necessari un investimento di circa 5 miliardi di euro ed una superficie sostanzialmente analoga a quella per il nucleare. Tralasciamo il confronto con l’energia eolica, perchè i risultati sarebbero comunque imbarazzanti.
LA MISTIFICAZIONE GERMANIA:
Ai tedeschi sono state riconosciute emissioni pro-capite di 14,92 tonnellate/anno di CO2, contro solo 8,7 tonnellate/anno a noi italiani. Perché questa discriminazione, se la CO2 “NON è dannosa alla salute locale”? Purtroppo, chi ha negoziato per noi a Bruxelles il “Burden sharing agreement”, nel 1998, si è fatto platealmente “gabbare”. E sulla scia di un “falso ambientalismo” si è fatto concedere un volume di emissioni assolutamente penalizzante per l’Italia e per la competitività del nostro sistema Paese, nonostante noi avessimo la più bassa “intensità energetica”: vale a dire, produciamo lo stesso bene consumando meno energia dei nostri concorrenti UE. I tedeschi, a queste condizioni loro favorevoli, giustamente continuano a produrre l’elettricità di base con il carbone ed il nucleare (oltre l’80% del loro fabbisogno) e con gli ingenti risparmi economici che conseguono così, finanziano lo sviluppo delle energie rinnovabili (eolico e solare) e non disdegnano di farci anche un ulteriore business vendendo gli “specchi” (fotovoltaici, o per allodole come dimostra il professor Battaglia?) a noi furbi italiani !
AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA:
Il nostro Bel Paese è caratterizzato dalla quasi mancanza di risorse naturali e quindi proprio per questo dovremmo avere l’intelligenza e la lungimiranza – per sicurezza strategica ed economica – di realizzare un “mix delle fonti” equilibrato e diversificato. Proprio l’esatto opposto di quanto è stato nel passato ed è nel presente. Prima annegavamo nel “tutto petrolio” (unici al mondo). Ed ora siamo passati al “tutto gas”: come si suole dire, siamo passati “Dalla padella alla brace”. Vedi gli ennesimi rincari alle tariffe che pagheremo dal 1. ottobre.
CAMBIAMENTI CLIMATICI:
Ma davvero c’è chi pensa che la naturale variabilità del clima – che c’è sempre stata ben prima che l’uomo inventasse l’industria, e che continuerà ad esserci anche in futuro – dipenda dalle emissioni locali di CO2? Vorrei semplicemente ricordare che le emissioni di “gas ad effetto serra” causate dall’attività umana sono meno del 4% delle emissioni totali di CO2 sul Pianeta. Orbene, il Protocollo di Kyoto si ripromette di ridurre del 5,2% questo
Dalla visualizzazione “prima della moderazione” mi pare che le ultime righe del mio commento si siano perse.
Le trascrivo qui sotto (per completezza e migliore comprensione) e prego il moderatore di volerle cortesemente incollare alla fine del precedente messaggio-commento.
Grazie.
….. Orbene, il Protocollo di Kyoto si ripromette di ridurre del 5,2% questo
Caro Rinaldo Sorgenti,
visto che tanto si preoccupa di confutare le sue tesi considerate del tutto faziose e assolutamente non scientifiche con quelle dell’ambientalismo ecologico che in realtà è riconosciuto dalla stragrande maggioranza di scienziati che lavorano in università libere o in laboratori che si preoccupano solo di questioni scientifiche, credo sia giunto il tempo che non si può più negare gli effetti del clima provocati dall’uomo, che sia inutile parlare di considerazioni che sono ormai acquisite dal mondo scientifico che mettono in allarme l’umanità, non per questioni di guadagno, ma di salvezza.
L’energia pulita e la lotta ai cambiamenti climatici per il rilancio dell’occupazione.
la partecipazione del premio Nobel al governo del neopresidente Usa. I temi dell’incontro. Il presidente eletto Barack Obama e il paladino ambientalista Al Gore si sono incontrati a Chicago concordando che il problema del mutamento del clima “è urgente” ed è “una questione di sicurezza nazionale”.
“Deve essere trattata in modo molto serio – ha aggiunto Obama – l’epoca del temporeggiare è finita, così come è finita l’epoca del negare la stessa esistenza del problema” [fonte La nuova ecologia]
Egregio Sig Sorgenti Rinaldo,
Lei è quel Rinaldo Sorgenti che si chiedeva “Perché i paesi considerati più virtuosi impiegano tanto carbone?”
lei scriveva e si firmava :
Spiace leggere della condanna inflitta all’Italia dalla Corte di Giustizia del Lussemburgo, anche perchè questa si aggiunge alla penalizzazione che l’Italia ha già a suo tempo subito con l’assegnazione di un obiettivo di riduzione di gas serra – tra i Paesi UE – più restrittiva rispetto a tutti gli altri partners europei, in quanto a suo tempo non è stato tenuto in opportuna considerazione che l’Italia ha la migliore efficienza energetica e non produce (anche se poi la consuma) energia dal nucleare.
Le perplessità poi aumentano osservando che i 2 Paesi che hanno maggiormente sviluppato la realizzazione di impianti per produrre elettricità da fonti rinnovabili (Germania e Danimarca) hanno come prima fonte per produrre elettricità il carbone, e non sembrano essere state così penalizzati nell’assegnazione delle quote di emissione:
Germania = 53% a carbone
Danimarca = 55 % a carbone.
Perchè? Quali sono le emissioni pro-capite assegnate a questi Paesi rispetto all’Italia ?
Tenuto conto che il CO2 non ha comunque un effetto locale, non sarebbe giusto che a tutti i Paesi fossero concesse le stesse condizioni? Altrimenti non si spiega poi perchè quelli considerati più virtuosi hanno deciso di impiegare così massicciamente il carbone per produrre l’elettricità a casa loro ed abbiano poi tante risorse economiche da investire nel solare più eolico.
Rinaldo Sorgenti
RISPOSTA dei medici per l’AMBIENTE
Ci dispiace che Signor Rinaldo Sorgenti intervenga su un argomento cosi importante come la condanna dell’Italia da parte della UE con informazioni sbagliate.
Sorgenti afferma
“Altrimenti non si spiega poi perchè i paesi considerati più virtuosi hanno deciso di impiegare così massicciamente il carbone per produrre l’elettricità a casa loro.”
Sorgenti fa finta di non conoscere il contenuto dell’International Energy Outlook 2005 (http://www.eia.doe.gov/oiaf/ieo/pdf/0484(2005).pdf).
A pag. 52 si legge che, a causa delle preoccupazioni dei danni all’ambiente, l’uso del carbone nell’Europa occidentale è diminuito del 36 % dal 1990, passando da 894 milioni a 574 milioni di tonnellate nel 2001. Nel futuro è prevista una ulteriore riduzione del 20 % dell’uso del carbone.
La volontà di inculcare nella mente delle persone che in Europa ci sia un aumento dell’uso del carbone non vi riuscirà in alcun modo.
Le malattie causate dall’aumento della temperatura terrestre avranno causato alla fine di questo secolo, 185 milioni di morti nell’Africa Sub-Sahariana e milioni di rifugiati, a meno che non si contrastino efficacemente le emissioni dei gas serra (http://www.planetark.com/dailynewsstory.cfm/newsid/36346/story.htm). I carbone è il fossile che contribuisce più di tutti ad aumentare questi gas.
Tutte queste sofferenze ricadranno sulla coscienza di chi si danna per l’uso del carbone!
I Medici per l’Ambiente
caro fabio,
sarebbe bene che non tieni conto dei racconti di montagna anche se veri per valutare il clima del pianeta.
queste valutazioni si fanno attraverso tutte le temperature terrestri e poi si fa una media.
quello che stà succedendo è che la media della temperatura che abbiamo raggiunto ora, e ti assicuro che è un dato scentifico, è anomala e non si è mai verificata in altre situazioni, se guardi i dati e le publicazioni scentifiche più importanti esempiò i carotaggi dei ghiacci che si può tornare in dietro di parecchi miglioni di anni: tutto quello che stà capitando ora è veramente preoccupante se non fermeremo questa progressione di aumento di temperatura. anche le cause sono evvidenti, vai a vedere.
assicurati però che i pochi scenziati che dicono il contrario siano credibili e troverai sempre delle sorprese.
Leonardo apprezzo il tuo impegno ambientalista e sprono, chi non lo attua, ad applicarsi maggiormente. E’ dovere di tutti noi abitanti della terra fare qualcosa per impedire la deturpazione del pianeta in nome del progresso e dello sviluppo sconsiderato ed a qualunque costo. Approvo le battaglie di greenpeace soprattutto quando abbordano le baleniere giapponesi e coreane. Ho scritto un articolo (pubblicato nel blog a dicembre) sul mio dissenso alla trasformazione della centrale di polesine camerini facendo notare che a centinaia di metri esiste un rigassificatore.
Ritengo però che le diatribe che stanno spuntando siano solo una questione di principio e che non porteranno a nulla di costruttivo. Anch’io sto facendo la mia battaglia contro il sistema di assegnazione degli appalti ad ADRIA soprattutto perchè non arrivano risposte di apetura al dialogo. Se dovessero arrivare sono pronto a discutere in maniera costruttiva per arrivare ad una soluzione. Come stai impostando tu il discorso bisogna solamente darti ragione e lungi da tutti provare ad avviare un tavolo di discussione costruttivo. Il mio esempio della val d’Ayas in val d’Aosta non è una balla. La storia parla di continue microglaciazioni e successivi scongelamenti. Per non parlare del periodo glaciale preistorico. Ma non andiamo troppo indietro altrimenti ci perderemo nel discorso. Credo che nessun scienziato possa sconfessare il periodo mini glaciale che ho citato. Ricordo, inoltre, che in più di una trasmissione scientifica (cito la BBC inglese una fra tante)si è parlato delle conseguenze dello scioglimento dei ghiacci polari sulla corrente del golfo e del suo conseguente arretramento dovuto alla maggiore presenza di acqua dolce che farebbe precipitare prima l’acqua calda proveniente dal golfo del Messico. Questo arretramento provocherebbe il raffreddamento di tutta la costa occidentale dell’Europa con conseguente abbassamento della temperatura e formazione o aumento di ghiacciai. Circa 50 anni fa causa un innalzamento della temperatura in Groenlandia e conseguente scioglimento di una enorme quantità di ghiaccio che si è riversato nel nord Atlantico la corrente del golfo ha un po toppato e in Europa ha fatto un po più freddo (vi ricordate le nevicate e le gelate degli anni 60 e 70 quanto erano belle le prime e durature le seconde?Mi ricordo, da buon muratore, che fino a 15 anni fa in gennaio e febbraio difficilmente si lavorava a causa del gelo). Poi l’acqua dolce si è mescolata con l’acqua salata e la corrente del golfo è ritornata normale. Qualche giorno fa per il telegiornale hanno dato la notizia che, complessivamente, il volume dei ghiacci mondiale è pressochè inalterato, rilevando però che la quantità del polo nord è diminuita e la quantità del polo sud è aumentata. Mi domando se questo voglia dire qualcosa. Il buco dell’ozono tanto temuto sembra si sia moderatamente richiuso. Oooops. Credo che queste variazioni climatiche siano sistematiche e che la maggiore responsabilità derivi dal fatto che siamo un granello di sabbia nell’Universo e che questo è in continuo movimento e il suo movimento è incontrollabile a prescindere dalla nostra volontà. Con questo non voglio dire che allora, chissenegfrega della raccolta differenziata e dell’amianto e della centrale a carbone. No, è importante. Perchè, (riporto quanto ha detto la Stellin l’altro ieri) sono importanti tutti i problemi, ma vuoi mettere la felicità che ti da il sorriso di un bambino sulla sua bicicletta nuova? Credo manchi soprattutto questo … il dialogo sulla questione ambientale, la bicicletta che dia a entrambi quel sorriso che ci manca, e la difficile decisione di una scelta innovativa. Prima o dopo ci arriveremo, ma l’uomo ha una visuale ristretta delle cose. Prima di cambiare ci deve sbattere il naso. La questione ambientale, ritengo che nasca dalla necessità di soddisfare i bisogni primari e secondari di 7 miliardi di persone, di cui 4 miliardi in via di sviluppo (cina e india in prima fila) per cui risolto il problema demografico automaticamente è risolto il problema ambientale. Sto prendendola un po troppo in largo???
“Meditate gente meditate” diceva Renzo Arbore.
Noto che il mio necessariamente lungo commento del 19.01.2009 è purtroppo rimasto “mutilato” ed allora, solo per completezza di comprensione, riporto interamente il capitolo, che va quindi aggiunta al precedente. Mancavano in effetti solo poche righe:
CAMBIAMENTI CLIMATICI:
Ma davvero c’è chi pensa che la naturale variabilità del clima – che c’è sempre stata ben prima che l’uomo inventasse l’industria, e che continuerà ad esserci anche in futuro – dipenda dalle emissioni locali di CO2? Vorrei semplicemente ricordare che le emissioni di “gas ad effetto serra” causate dall’attività umana sono meno del 4% delle emissioni totali di CO2 sul Pianeta. Orbene, il Protocollo di Kyoto si ripromette di ridurre del 5,2% questo
Chiedo scusa, ma credo di aver scoperto qual’era il problema. Il sistema non accetta il “segno inferiore” che avevo premesso al 4%. L’ho quindi cambiato.
Chiedo eventualmente al gestore del Blog di ripulire i vari inutili messaggi completando il primo con quanto sotto. Grazie.
CAMBIAMENTI CLIMATICI:
Ma davvero c’è chi pensa che la naturale variabilità del clima – che c’è sempre stata ben prima che l’uomo inventasse l’industria, e che continuerà ad esserci anche in futuro – dipenda dalle emissioni locali di CO2? Vorrei semplicemente ricordare che le emissioni di “gas ad effetto serra” causate dall’attività umana sono meno del 4% delle emissioni totali di CO2 sul Pianeta. Orbene, il Protocollo di Kyoto si ripromette di ridurre del 5,2% questo valore di – 4%: vale a dire, circa lo 0,25% del totale mondiale, ammesso che lo facciano tutti i Paesi del Mondo e che le riduzioni si applichino a tutti i settori (industria, riscaldamento, trasporti, agricoltura).
Spero di aver contribuito a fare un po’ della chiarezza.
Cordialmente.
Rinaldo Sorgenti
Caro Sig. Leonardo Conte,
Ho ora notato il suo commento ed approfitto per salutarla.
Bisognerebbe avere un “alert” che ci aiuti ad accorgerci di un nuovo commento, altrimenti potrebbe sfuggire, non potendo seguire continuamente il Blog.
Approfitto della circostanza per trasmetterle un documento che penso possa rispondere alle sue riflessioni ed aiuti ad avere una visione più ampia. Come vedrà, non è proprio scontato nulla e non sono affatto pochi quelli seri che non credono affatto alle “fiction” pubblicitarie tipo il film di Al Gore (un vero e proprio spot elettorale), che, ahimè, è anche stato premiato !
Q U O T E
inserito il: 2-1-2009
RISCALDAMENTO GLOBALE, 650 SCIENZIATI “DISSIDENTI”
di Riccardo Cascioli
Erano 400 alla fine del 2007, sono diventati 650 alla fine del 2008. Stiamo parlando degli scienziati di fama internazionale citati in un Rapporto depositato presso il Senato americano, che contestano apertamente la “dottrina” del riscaldamento globale antropogenico (ovvero causato dall’uomo). Vale a dire la base scientifica che sta dietro il Protocollo di Kyoto e le scelte di politica ambientale dell’Unione Europea, tra cui il recente e tanto discusso pacchetto clima-energia.
Quindi nel corso del 2008 altri 250 scienziati si sono ribellati al pensiero unico scientifico e, cosa ancora più rilevante, molti di loro sono collaboratori presenti e passati dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), l’organismo creato all’interno del sistema ONU per monitorare gli studi sui cambiamenti climatici e tra i principali responsabili dei ricorrenti allarmi sul clima.
Il rapporto del Senato Americano, depositato l’11 dicembre scorso, mette in evidenza che il tanto sbandierato consenso scientifico riguardo ai cambiamenti climatici è una clamorosa menzogna. Nelle 231 pagine, infatti, il rapporto elenca tutti gli scienziati “dissidenti”, con le loro biografie, gli studi compiuti e i saggi scientifici sui cambiamenti climatici che possono quindi essere consultati da chi vuole approfondire le posizioni. Gli scienziati citati in questo nuovo rapporto sono esperti in diversi campi legati alla climatologia: geologia, biologia, glaciologia, biogeografia, meteorologia, oceanografia, economia, chimica, matematica, scienze ambientali, astrofisica, ingegneria, fisica, paleoclimatologia. Alcuni di loro sono premi Nobel nei loro rispettivi campi scientifici e altri hanno condiviso una “fetta” del Premio Nobel per la Pace 2007 assegnato all’IPCC e ad Al Gore.
Fra di loro sono cvitati anche quattro scienziati italiani: il ben noto fisico Antonino Zichichi, presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati; il professor Renato Angelo Ricci, presidente onorario della Società Italiana di Fisica, il professor Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale all’Università di Modena (Ricci e Battaglia sono anche tra i fondatori dell’associazione scientifica Galileo 2001); e il tenente colonnello Guido Guidi, del Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica (CNMCA) di Pratica di Mare (Roma), creatore dell’interessantissimo blog Climate Monitor.
A beneficio di chi non ha intenzione di leggersi tutto il rapporto, ecco alcune delle citazioni contenute:
“Sono scettico… Il riscaldamento globale è diventato una nuova religione”
Ivar Giaevar, premio Nobel per la Fisica
“Siccome non sono più affiliato ad alcuna organizzazione né ricevo alcun finanziamento, posso parlare sinceramente… Come scienziato resto scettico… Il fondamento della tesi secondo cui le emissioni umane di gas serra sono la causa del riscaldamento è quasi del tutto basato sui modelli climatici. Ora, tutti noi conosciamo la fragilità dei modelli riguardanti il sistema aria-superficie”
Joanne Simpson, scienziata dell’atmosfera, prima donna al mondo a ottenere un PhD in meteorologia; autrice di oltre 190 studi, definita “tra i più importanti scienziati degli ultimi 100 anni”.
“I timori per il riscaldamento sono il pegior scandalo scientifico della storia… Quando la gente capirà la verità, si sentirà ingannata dalla scienza e dagli scienziati”.
Itoh Kiminori, giapponese, collaboratore dell’IPCC, PhD in chimica e fisica dell’ambiente
“L’IPCC è ormai diventato un circuito chiuso; non ascolta gli altri. Non ha una mente aperta… Sono veramente sconcertato che il Premio Nobel per la Pace sia stato dato sulla base di conclusioni non corrette tratte da persone che non sono geologi”.
Arun D. Ahluwalia, geologo dell’Università del Punjab e membro del Consiglio di amministrazione dell’Anno Internazionale del Pianeta (sostenuto dall’ONU)
“Finora, non ci sono dati reali che diano modo di preoccuparsi di un futuro riscaldamento catastrofico”
Jarl R. Ahlbeck, ingegnere chimico all’Università Abo Akademi in Finlandia, autore di 200 pubblicazioni scientifiche ed ex membro di Greenpeace.
“Chiunque affermi che il dibattito è finito e che le conclusioni sono chiare ha un approccio chiaramente non scientifico a uno dei più importanti temi del momento”.
Pal Brekke, fisico solare, consigliere del Norwegian Space Centre di Oslo. Ha pubblicato oltre 40 articoli scientifici “peer-reviewed” sull’interazione del Sole con la Terra.
“I modelli e le previsioni dell’IPCC non sono corretti perché sono basati soltanto su modelli matematici e su scenari che non includono, per esempio, l’attività solare”.
Victor Manuel Velasco Herrera, ricercatore all’Istituto di geofisica dell’Università Nazionale del Messico.
“E’ una clamorosa bugia portata avanti sui media che fa sembrare che esista soltanto un piccolo gruppo di scienziati che non si accodano alla teoria del riscaldamento globale antropogenico”.
Stanley B. Goldenberg, scienziato dell’atmosfera all’Hurricane Research Division del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration).
“Anche raddoppiare o triplicare le emission di biossido di carbonio avrà un impatto limitato, visto che sono il vapore acqueo e l’acqua condensata in particelle come nuvole dominano la scena mondiale e sempre lo faranno”.
Geoffrey G. Duffy, docente al Dipartimento di Ingegneria chimica e dei materiali all’Università di Auckland, Nuova Zelanda
“Dopo aver letto il commento asinino di Pachauri (presidente dell’IPCC) che paragona gli ‘scettici del clima’ a quelli che credono che la terra sia piatta, è difficile restare calmi”.
William M. Briggs, statistico del clima, specializzato in statistica delle previsioni meteo, membro della Commissione statistica della Società Metorologica Americana e condirettore della Monthly Weather Review.
“I teorici di Kyoto hanno messo il carro davanti ai buoi. E’ il riscaldamento globale che provoca aumenti di biossido di carbonio nell’atmosfera, e non il contrario… Molti documenti critici presentati alla Conferenza Onu di Madrid del 1995 sono spariti senza lasciare tracce. Come conseguenza, la discussione è diventata unilaterale e pesantemente distorta, e l’ONU ha dichiarato che il riscaldamento globale è un fatto scientifico”.
Andrei Kapitsa, geografo russo e ricercatore sui ghiacci antartici
“Sono convinto che l’attuale allarme sul biossido di carbonio sia un errore… Le paure sul riscaldamento globale causato dall’uomo sono infondate e non si basano su una scienza corretta”.
Will Happer, docente al Dipartimento di Fisica dell’Univerità di Princeton, ex direttore della Ricerca energetica al Dipartimento dell’Energia degli USA. Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche, membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze.
“Strumento regolatore della natura è il vapore acqueo: più biossido di carbonio porta minore umidità nell’aria, mantenendo il totale dei gas serra in accordo alle condizioni necessarie di equilibrio”.
Miklos Zagony, fisico ungherese, ricercatore sull’ambiente. Ha cambiato posizione dopo essere stato un grande sostenitore della teoria del riscaldamento globale e in Ungheria è stato un pubblico sostenitore del Protocollo di Kyoto.
“Per quanti anni il pianeta dovrà raffreddarsi prima che si cominci a capire che non si sta scaldando? Per quanti anni il raffreddamento dovrà andare avanti?”.
David Gee, geologo, docente all’Università di Uppsala (Svezia), segretario della commissione scientifica del Congresso Geologico Internazionale 2008 che ha autorizzato la pubblicazione di 130 studi “peer-reviewed”.
“Gore mi ha provocato a iniziare a investigare di nuovo nella scienza e mi sono rapidamente e solidamente trovato nel campo degli ‘scettici’… I modelli climatici al massimo possono essere utili per spiegare i cambiamenti climatici dopo che sono avvenuti”.
Hajo Smith, meteorologo, Olanda, ex membro della commissione olandese dell’IPCC, ex sostenitore della tesi del riscaldamento globale antropico.
“La quantità di Co2 che produciamo è insignificante in termini di circolazione naturale tra aria, acqua e suolo… Sto preparando un dettagliato studio sui rapporti dell’IPCC e dei Sommari per i Politici, per spiegare in che modo i Sommari hanno distorto la scienza”.
Philip Lloyd, fisico nucleare e ingegnere chimico, Sudafrica, coordinatore degli autori dell’IPCC.
“Molti scienziati stanno cercando un modo per tornare indietro silenziosamente (dal promuovere le paure del riscaldamento) senza vedere rovinate le proprie carriere professionali”.
James A. Peden, Fisico dell’atmosfera, ex membro del centro di Ricerca Spaziale di Pittsburgh.
“Tutti quelli che premono per azioni per fermare il riscaldamento globale hanno bisogno di togliersi i paraocchi e cominciare a pensare cosa dovremmo fare se invece ci troviamo ad affrontare un raffreddamento globale”.
Phil Chapman, Geofisico, ingegnere spaziale ed ex astronauta della NASA.
“Creare un’ideologia legata al biossido di carbonio è un nonsenso pericoloso… L’attuale allarme sui cambiamenti climatici è uno strumento di controllo sociale, un pretesto per grossi affari e battaglie politiche”.
Delgado Domingos, Scienziato dell’Ambiente, Portogallo, fondatore del gruppo Numerical Weather Forecast, ha pubblicato oltre 150 articoli scientifici.
“Le emissioni di Co2 non fanno assolutamente differenza in un modo o nell’altro… Qualsiasi scienziato sa questo, ma dirlo non paga…. Il riscaldamento globale, come veicolo politico, mantiene gli europei al posto di guida e i Paesi in via di sviluppo a camminare a piedi scalzi”.
Takeda Kunihiko, vice-cancelliere dell’Institute of Science and Techonology Research all’Università di Chubu (Giappone).
“L’allarmismo sul riscaldamento globale ha la sua giustificazione nel fatto che è qualcosa che genera fondi”.
Eduardo Tonni, paleontologo, capo del Dipartimento di Paleonotologia all’Università di La Plata (Argentina) e membro della Commissione per la Ricerca Scientifica di Buenos Aires.
“Qualsiasi sia il tempo, esso non è causato dal riscaldamento globale. Al limite, il clima potrebbe essere all’inizio di un periodo di raffreddamento”.
Art V. Douglas, Scienziato dell’atmosfera, ex direttore del Dipartimento di Scienze Atmosferiche della Creighton University di Omaha, Nebraska (USA), autore di numerose pubblicazioni scientifiche “peer-reviewed”.
“Non c’è una qualsivoglia base scientifica falsificabile per affermare che il riscaldamento è causato dai gas serra prodotti dall’uomo perché l’attuale teoria fisica è troppo inadeguata per poter indicare una qualsiasi causa”.
Patrick Frank, chimico.
“La ‘paura del riscaldamento globale’ viene usata come arma politica per aumentare il controllo del governo sulla vita degli americani, sui loro redditi e sulle loro decisioni”.
Jack Schmitt, geologo e astronauta della NASA, arrivato sulla Luna con la missione Apollo 17 ed ex consulente del Norwegian Geological Survey e dell’US Geological Survey.
“La Terra si sta raffreddando dal 1998 malgrado le previsioni dell’IPCC… La temperatura globale per il 2007 è stata la più fredda del decennio e la più fredda del millennio… Questo spiega perché il ‘riscaldamento globale’ adesso si chiama ‘cambiamento climatico’ “.
Richard Keen, climatologo del Dipartimento di Scienze Atmosferiche e Oceaniche dell’Università del Colorado.
U N Q U O T E
Cordialità a tutti.
Rinaldo Sorgenti
Caro Sorgenti Rinaldo,
dopo aver letto tutti quei pareri, molto attentamente, che lei ha trascritto, mi sono reso conto ancora di più, parlo da semplice cittadino con poca conoscenza, che non sono teorie vere quelle che lei ha cortesemente esposto. In base alle mie poche conoscenze di logica e di storia geologica, credo di sapere per certo che il pianeta molti milioni di anni or sono aveva una atmosfera di anidride carbonica con temperature molto alte. Con la comparsa della vita, nelle successive fasi gli organismi vitali hanno trasformato la co2 in ossigeno rendendo vivibile il pianeta, anche per i mammiferi. Tutta la co2 dell’atmosfera dove è andata? Sappiamo tutti che si è distribuita nel sottosuolo imprigionata dalle evoluzioni della crosta terrestre e poi con le pressioni, il calore e molte altre reazioni chimico-fische il carbonio si è trasformato in vari elementi: gas, petrolio, carbone e altri. Ora è innegabile che l’uomo sta prelevando la co2 dal sottosuolo e la sta ri-inserendola in atmosfera.
Ora vuole che un semplice ed ignorante cittadino come sono io, non capisca che questa operazione è così incoscente e scellerata da parte dell’uomo?
Le ricordo che tutto questo viene fatto da oltre 200 anni e in maniera esponenziale, posso non pensare che siamo arrivati ai limiti? E se penso che le alternative ci sono, ma persone come lei le reputano superflue, ideologiche, inutili, troppo costose, allora non so di cosa stiamo parlando.
Poi vorrei risponderle per la quantità di scienziati che dicono di essere preoccupati per il riscaldamento del pianeta: se io avessi portato i pareri di chi teme il peggio se non cambiamo rotta, i premi nobel, ed il numero complessivo delle riviste, degli articoli; il blog non sarebbe bastato. Ho letto diverse volte una cifra che varia di poco, si parla del 90% degli scienziati realisti e del 10% quelli ottimisti come lei. Faccio presente che l’ambientalismo non è catastrofista o addirittura terrorista come vi viene facile dire, ma si basa su vere alternative di sviluppo sostenibile e questo da un senso di grande speranza, purchè si cambi maniera di produrre energia.
Caro Fabio Panetto,
anch’io apprezzo molto quello che fai nel mettere in luce le magagne della nostra città, non per scopo di diatriba, ma per risolvere dei problemi. Apprezzo ancora di più la tua esortazione nel dialogare che ritengo basilare per ogni tipo di civiltà se così si vuol chiamare.
Sicuramente hai messo molta carne al fuoco, risponderti non sarebbe facile nella mia posizione, anche perché mi mancano le competenze. Però mi sembra che ti soffermi anche tu nel mettere in dubbio la questione del riscaldamento del pianeta. Ti dirò che ne destra ne sinistra al mondo lo mette più in dubbio, almeno nel mondo, in Italia è una questione ideologica a sentire alcuni. Se andiamo a vedere, non solo il Presidente Obama porrebbe più questo dubbio, ma anche il presidente Francese che non è certo di sinistra. Perciò la politica in genere ha acquisito il dato scientifico del problema e ne sta valutando conseguenze e rimedi, questo lo puoi verificare dove vuoi.
La questione però si inasprisce e contrappone fra un sano ambientalismo civile che è segno dei tempi che è di destra e di sinistra, contro, una categoria di umani che non vogliono mollare certi guadagni e poteri dovuti all’uso di prodotti (gas, carbone, petrolio) di origine fossile, senza tener conto delle conseguenze che questo comporta. L’ottimismo di noi ambientalisti dei ultimi tempi è nel vedere che le società multinazionali che si occupavano di petrolio e altro, ora stanno progettando il futuro con l’energia alternativa non inquinante, naturalmente sarà un processo lungo, ma bisogna fare presto per non arrivare ad una situazione irreversibile.
Per quanto riguarda la questione dei ghiacci ti esorto a informarti meglio, perché la situazione non è mai stata così grave. Ti ringrazio per la tua disponibilità al dialogo. A presto nel blog.
“Comunicazione della Commissione della UE, del 9 febbraio 2005, «Vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici» [COM(2005) 35 - Gazzetta ufficiale C 125 del 21 maggio 2005].
SINTESI
I cambiamenti climatici sono una realtà. Gli scienziati sono sostanzialmente d’accordo nel ritenere che all’origine di tali cambiamenti vi siano le emissioni di gas a effetto serra prodotte dall’attività umana. Tali emissioni e il loro costante aumento hanno fatto salire le temperature e il fenomeno dovrebbe proseguire nei prossimi decenni. Su scala mondiale le temperature dovrebbero aumentare di 1,4- 5,8° C entro il 2100 (rispetto alle temperature del 1990). Questo è quanto emerge dalla relazione del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.”
Chi vende carbone ha tutto l’interesse di dire che l’attuale cambiamento climatico non dipende dall’inquinamento atmosferico. Il Sig. Sorgenti arriva a dire che i libri di scuola che dedicano interi capitoli al problema sono sbagliati. I pensieri sono tanti e liberi. C’è ancora gente che nega che l’olocausto ci sia mai stato. Ci sarà sempre qualcuno pronto a dare ragione al Sig. Sorgenti. Ci sarà sempre chi dice che la droga fa bene. Per fortuna sia l’Unione Europea sia gli U.S.A., in materia di cambiamenti climatici, la pensano diversamente. E questa non è ideologia, ma semplicemente consapevolezza della realtà.