Adria – Villa Mecenati
sabato, 24 novembre 2007
Proseguendo sulla presentazione dei monumenti e bellezze di Adria, oggi voglio presentarvi Villa Mecenati, sede del Conservatorio musicale.
Villa Mecenati (visita la villa), sede del Conservatorio, è parte integrante del lascito testamentario della Sig.ra Rosita Lusardi-Mecenati che nel 1970, tra le note delle sue ultime volontà, scriveva : “La villa di Adria […] dovrà essere destinata [dal Comune] gratuitamente e permanentemente a sede per il Liceo Musicale e per la Società Concerti A. Buzzolla”. La Signora faceva poi il nome dell’ing. Gianfranco Scarpari quale responsabile dei lavori di adattamento della villa ad Istituto Musicale. Nel suo progetto l’ingegnere, condizionato com’era dal preventivo spese, non ha potuto superare i limiti delle immediate necessità, quali ad esempio le dimensioni, la dinamica e le caratteristiche estetiche dei locali. La pianta della villa è pertanto rimasta sostanzialmente invariata. In epoca successiva è stato elaborato un progetto di ampliamento che, per non disturbare l’insieme del corpo centrale, sfruttasse l’ampia area di servizio retrostante l’edificio principale. A distanza di trent’anni il progetto non ha ancora avuto concreta realizzazione, anche se ultimamente c’è stato un preciso impegno in tal senso da parte dell’Amministrazione Comunale. La nuova ala, seppure staccata dal nucleo della villa, sarà comunque con esso comunicante e dovrebbe dare, in particolare, più consona sistemazione alla Biblioteca e all’Aula multimediale.
Tracciamo adesso una rapida cronistoria della sede del Conservatorio. Precedentemente alla costruzione della linea ferroviaria, la villa era parte della tenuta agricola detta “La Bertolina”, dapprima di proprietà della famiglia Zen, presto ceduta ai parenti Mecenati. In essa il corpo centrale, probabilmente adibito a granaio e ad abitazioni rurali, era costituito da un edificio ad un piano, parzialmente o totalmente porticato, con sopraelevazione.
Attorno al 1920 il M.o Ferrante Mecenati si rivolse all’architetto Giambattista Scarpari perché questi gli progettasse la trasformazione della tenuta in villa. Mecenati aveva nel frattempo sposato la signora Rosita Lusardi, la quale, vissuta da sempre in ambiente teatrale, volle concepire secondo una angolazione scenografica anche la sua abitazione.
L’architetto ideò allora un avancorpo centrale che spezzasse l’andamento della costruzione e ricuperò un piano in altezza. Il gusto allora dominante gli suggerì poi l’ornamentazione neoclassica, che è possibile ravvisare nei fregi, nelle cornici, nella balaustra di colonnine sul tetto, nelle paraste di ordini diversi sovrapposte ad inquadrare il corpo centrale, il tutto obbedendo dunque a quest’ampia visione scenografica.
La pianta venne poi modificata, secondo l’uso veneto dell’ “infilata” delle sale di rappresentanza, che risultavano così “obbligate”. Anche l’interno si ingentiliva, con l’adozione di bei pavimenti di legno (parte dei quali è stato possibile recuperare), con le soffittature a gesso e marmorino di tale Titta di Padova, e la bella ringhiera in ferro battuto che orna la scala padronale.
L’ intero articolo è stato copiato dal sito ufficiale del conservatorio musicale di Adria.
Paologaz





